Autismo: Binetti (Ap), buona legge ma serve più ricerca

(ANSA) – ROMA, 7 LUG – “Approvato il disegno di legge sull’autismo con un percorso rapido: tra i più rapidi che ci siano stati in questa legislatura; segno evidente della volontà condivisa da tutta la Commissione prima e dall’Aula dopo di offrire una risposta positiva, concreta, alle persone che rientrano nello spettro autistico e alle loro famiglie”: così Paola Binetti, deputata di Area Popolare, relatore della legge sull’autismo. “Ma certamente – aggiunge – si tratta di una risposta che non è ancora pienamente soddisfacente; ancora non ne conosciamo bene le cause e per questo serve ricerca scientifica; non sappiamo perché alcune persone abbiano competenze intellettuali che consentono loro di affrontare studi superiori, mentre altri faticano a percorrere un itinerario scolastico completo: e per questo serve una ricerca in campo didattico e pedagogico; alcuni si inseriscono in contesti professionali in cui si fanno apprezzare per loro competenze specifiche, mentre altri hanno bisogno di ambiti protetti come le fattorie sociali, i laboratori guidati etc”. “Ministero della salute, Istituto superiore di sanità, Conferenza Stato-Regioni e assessorati regionali alla salute, welfare e istruzione dovranno fare la loro parte per garantire diagnosi precoci, piani di abilitazione-riabilitazione centrati su ognuna delle persone autistiche, coinvolgendo le famiglie e facendosi coinvolgere dalla famiglie stesse, con il loro coraggio e la loro creatività. E’ una buona legge: ne siamo convinti. Ma – prosegue – è solo l’inizio di un nuovo processo che vogliamo attivare con determinazione e con grande attenzione alle famiglie e ai professionisti di questo settore così delicato e complesso. Prendersi in carico i soggetti autistici in tutto l’arco della loro vita significa rivedere anche i programmi di formazione e di abilitazione rivolti a loro e alle loro famiglie, perché l’orizzonte a cui tendere è quello di una inclusione sociale il più ampia possibile, che vada oltre la scuola e punti al mondo del lavoro”. (ANSA).