AUTISMO. BINETTI (AP): PER BIMBI PREFERIBILE RIMANERE IN FAMIGLIA

“La legge sull’autismo, appena approvata in Parlamento, evidenzia in modo chiarissimo il ruolo della famiglia nella presa in carico dei bambini autistici”. Così Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc), sul caso del bambino autistico in una casa famiglia di Trieste che il giudice ha allontanato dalla famiglia. La deputata ricorda anche che “in questi giorni inoltre è in discussione alla Camera una proposta di legge, già approvata al Senato, che interviene sulla disciplina dell’affido contenuta nella legge 184 del 1983, per garantire la continuità affettiva con la famiglia affidataria al minore di cui si sia dichiarata l’adottabilità”. “L’allontanamento del bambino di Trieste- commenta Binetti- dalla sua casa e dalla sua famiglia è tanto più discutibile, e potenzialmente dannoso, proprio perché si tratta di un bambino autistico, più fragile degli altri e più esposto al disorientamento davanti ai cambiamenti. Non è la prima volta che insistiamo per avere una commissione d’inchiesta, che faccia luce su molte situazioni problematiche dei bambini posti in casa famiglia per tempi eccessivamente lunghi e del tutto sproporzionati alle loro esigenze”. “E’ evidente tutto l’interesse del legislatore a garantire ad ogni bambino stabilita’ e continuita’ affettiva, oltre che logistica: al bambino cio’ che piu’ conviene e’ la sua famiglia e la sua casa. L’allontanamento del bambino di Trieste- commenta Binetti- dalla sua casa e dalla sua famiglia e’ tanto piu’ discutibile, e potenzialmente dannoso, proprio perche’ si tratta di un bambino autistico, piu’ fragile degli altri e piu’ esposto al disorientamento davanti ai cambiamenti. Non e’ la prima volta che insistiamo per avere una commissione d’inchiesta, che faccia luce su molte situazioni problematiche dei bambini posti in casa famiglia per tempi eccessivamente lunghi e del tutto sproporzionati alle loro esigenze”. “Invece di intervenire con misure di sostegno efficaci rivolte alle famiglie, si preferiscono misure drastiche che non giovano a nessuno- spiega la parlamentare-. Il luogo naturale in cui deve crescere un bambino e’ la sua famiglia e non ci possono essere interpretazioni che stravolgano questa esigenza. La mamma di Trieste merita piu’ rispetto, piu’ attenzione e se necessario un aiuto piu’ concreto, ma la abilitazione, piu’ ancora che la riabilitazione del bambino autistico esige una particolare prudenza nell’assumere decisioni di questo tipo”.