Binetti: nominare subito gli insegnanti di sostegno nelle scuole

La Buona scuola è una buona legge Roma, 15 set. (askanews) – “Tutto sommato la legge sulla Buona Scuola è una buona legge, soprattutto se si leggono con attenzione i riferimenti alla integrazione dei disabili, con una serie di misure didattiche che prevedono un approccio intelligente alle nuove tecnologie disponibili sul piano educativo”. Lo ha affermato in una dichiarazione Paola Binetti, deputata di Area Popolare (Ncd- Udc). “La legge, inoltre – ha aggiunto- fa un passo avanti significativo nella stabilizzazione dei docenti di sostegno, si chiede, infatti, competenza e continuità nel prendersi cura dei ragazzi con maggiori difficoltà, per accompagnarli lungo l’intero ciclo scolastico. Un affiancamento interpersonale di grande valore che insieme a strumenti didattici di nuova generazione può davvero ridurre il gap tra i ragazzi che frequentano lo stesso gruppo classe con un arco di abilità diverse. Se aggiungiamo a questa legge quella sull’Autismo, con i suoi passaggi specifici sulla integrazione, prevista dalle linee guida e garantita anche a livello di LEA, i genitori dovrebbero guardare all’anno scolastico 2015-2016 con maggiore serenità. Le Istituzioni si sono impegnate a non lasciarli soli. Questo in teoria, perché invece in pratica nelle scuole mancano ancora gli insegnanti di sostegno e i bambini più fragili corrono il rischio di essere lasciati soli già dai primi giorni di scuola. La lotta concreta alle discriminazioni comincia proprio nel gruppo classe, nella prima esperienza di socializzazione che i bambini fanno ed è lì che si misura la concretezza operativa degli enunciati legislativi”. “La prima esperienza di discriminazione dei bambini – ha concluso- avviene proprio nel gruppo ed è lì che debbono trovare fin dal primo momento un modello didattico-organizzativo su misura per le loro necessità. La scuola è cominciata ieri, ma già serpeggia un certo malcontento tra le famiglie dei bambini che si aspettavano un salto di qualità in questo anno accademico. La presenza del docente di sostegno è un lasciapassare formidabile per misurarsi con sfide complesse, in cui per raggiungere i risultati che ci si aspetta da loro si richiede una fatica moltiplicata per 100. Ci auguriamo che quanto prima venga colmato l’organico- conclude la parlamentare- tenendo conto della delicatezza del loro compito, dando precedenza proprio agli insegnanti di sostegno”. Tor