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Biotestamento: Binetti: (Udc), contingentamento tempi ed emendamenti conferma rischi

(ilVelino/AGV NEWS) Roma, 13 MAR – “Il dibattito sul Fine vita e’ iniziato alla Camera in un’aula praticamente vuota: presenti solo i parlamentari che dovevano intervenire in discussione generale, con tempi rigorosamente contingentati, cosi’ come contingentato sara’ il numero degli emendamenti che i gruppi potranno presentare. Una strana formula matematica che suona piu’ o meno cosi’: numero dei componenti di ogni gruppo diviso per dieci e moltiplicato per il numero degli articoli del provvedimento? Non e’ una formula cabalistica ma l’articolo 85 bis del regolamento della Camera. Un modo concreto per ricordare quanto dicevano gli antichi! A volte summum ius, summa iniuria? Una regola chiara che strazza in radice il dibattito, penalizza le minoranze e risponde in modo frettoloso ad una delle istanze etiche piu’ complesse emerse in questa legislatura. Quella che segna i confini tra la vita e la morte, tra la liberta’ del paziente e la liberta’ del medico. Quella che marca i confini della liceita’ con cui ognuno di noi puo’ disporre di se’, spingendosi fino al suicidio assistito o per meglio dire dischiudendo la porta all’eutanasia, attiva e passiva!” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, UDC, che continua: “C’e’ chi considera l’attuale proposta di legge un punto di mediazione alto: ha ragione se immagina di aver fatto la mediazione con chi come i radicali voleva una legge di depenalizzazione per l’eutanasia, e magari anche aiuti di stato per mettere in piedi cliniche per la morte, esattamente come avviene in Svizzera”.

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