Biotestamento: Binetti (Udc), no alla rincorsa del ddl sulle dat

(DIRE) Roma, 26 gen. – “Il dibattito di oggi, dopo la sentenza della Corte sull’Italicum, torna a concentrarsi sulla domanda di rito: ma quando si andra’ a votare e che scenario si prefigura per i risultati della prossima consulta elettorale. Non c’e’ dubbio che il timore maggiore nasce dalla possibilita’ che si crei un forte asse di tipo populista, tra M5S e Lega, a cui potrebbe aggiungersi anche Fratelli d’Italia. Si tratterebbe di una vittoria dell’antisistema orientata a smantellare l’attuale assetto istituzionale in vista di una utopica rivoluzione etico-culturale. Ma sono altrettanti forti i rischi che corre l’intera area del Centro-destra, incapace di emergere da una frammentazione continua. Si tratta di un enorme spazio socio-politico, in cui confluiscono credenze e valori cari a quella che una volta veniva identificata come maggioranza silenziosa, e che oggi appare scossa da uno sciame di ondate disgregative, a cui non sa resistere, nonostante l’evidente pericolo verso cui sembra precipitare. Ma e’ nell’area del Pd, partito di maggioranza pressoche’ assoluta, che si giochera’ il grosso della partita. Tra il malessere crescente di Renzi, che teme di logorare ulteriormente la sua immagine se resta fuori dal governo, e il disagio di una parte consistente del partito, che invece auspica maggiore stabilita’ in questi ultimi mesi per concludere positivamente alcune operazioni. La crisi vera e’ rappresentata dallo smantellamento plateale della riforma costituzionale fatto dai cittadini con il referendum; dai costanti e continui attacchi ad alcune riforme: dal jobs Act alla Pubblica amministrazione; dalla stessa legge elettorale alla Buona scuola… La debolezza strutturale dei tre governi di questa legislatura sta emergendo con tutta la sua fragilita’.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, UDC, che continua: “Personalmente ritengo molto piu’ sensato andare a votare nel febbraio 2018, per concludere l’iter di alcune legge attualmente in discussione, e per correggere la rotta di leggi, gia’ approvate, ma fortemente messe in discussione dai cittadini, perche’ alla prova dei fatti e’ risultato evidente che non funzionano. Sono leggi il cui consenso e’ stato forzato anche con le ripetute fiducie, chieste, pretese, da una maggioranza targata Pd e poco incline a cogliere gli elementi di perplessita’ degli altri gruppi: di maggioranza e di opposizione. E’ l’errore che rischia di ripetersi anche ora a proposto del ddl sulle DAT, in cui la fretta del partito di maggioranza non trova nessuna giustificazione nell’opinione pubblica ma soprattutto appare estranea ad una scelta di temi fatti sulla base delle effettive necessita’ del SSN. E’ assurdo che leggi come quella contro il Gioco d’Azzardo, per la prevenzione della dipendenza, il Decreto Lorenzin, che interessa molteplici categorie professionali, quella sulla sicurezza nel parto naturale e quella sul coinvolgimento degli anziani nel tessuto sociale, debbano essere parcheggiate, mentre il cosiddetto testamento biologico debba imboccare una corsi preferenziale, ignorando perplessita’ forti che si levano ad esempio dal fronte cattolico, da sempre in prima linea per dire un si convinto alla vita e un no altrettanto convinto all’eutanasia; si alla liberta’ del paziente, ma si anche alla autonomia professionale del medico!”