Biotestamento: Binetti (Udc): “Nodi” sono ruolo medico, nutrizione e Dat

(DIRE) Roma, 16 mar. – Nella legge sul testamento biologico ci sono “nodi ancora da sciogliere”. Lo sottolinea Paola Binetti che ha promosso la tavola rotonda dell’Udc dal titolo ‘Luci e ombre sul fine-vita’, all’Istituto Sturzo a Roma, a cui ha partecipato anche il segretario centrista Lorenzo Cesa. Tra le criticita’ da affrontare, spiega la parlamentare, “c’e’ la questione della sospensione di idratazione e nutrizione artificiali, soprattutto quando non sono affatto una forma di accanimento terapeutico ma semplicemente un trattamento fondamentamentale necessario per la vita di tutti noi”. L’altro nodo, continua, “e’ quello che vincola il medico a un’esecuzione della volonta’ del paziente senza esplicitare in maniera chiara e netta una serie di vincoli forti: per esempio che il medico non si prestera’ mai a forme di suicidio assistito o addirittura di omicidio del consenziente. Il medico non puo’ prestarsi ne’ a forme di eutanasia passiva ne’ tantomeno a forme di eutanasia attiva. Da questo punto di vista- osserva- e’ anche molto ambiguo il riferimento alla sedazione profonda messa li’ senza altre chiarificazioni”.