«L’ipotesi di riportare al 65% l’ecobonus per le prime case va nella direzione giusta: sostenere le famiglie che investono sulla propria abitazione significa tutelare il patrimonio immobiliare e accompagnare la riqualificazione delle nostre città. Ma sulla casa dobbiamo fare un passo ulteriore: non basta intervenire sugli immobili che già abitiamo, dobbiamo rimettere in circolo quelli che oggi restano fuori dal mercato». Lo dichiara il senatore e segretario nazionale UDC Antonio De Poli, intervenendo sul confronto in vista della prossima Manovra.
«La crescita degli affitti brevi pone questioni che vanno governate, a partire dal rispetto delle regole e dai controlli sulle situazioni irregolari. Ma sarebbe un errore pensare di risolvere l’emergenza abitativa contrapponendo affitti brevi e affitti tradizionali o introducendo nuovi vincoli generalizzati sui proprietari. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità: si risolve aumentando l’offerta». È una linea che De Poli aveva già espresso a settembre, sostenendo la necessità di distinguere le aree sottoposte a forte pressione abitativa dalle altre realtà territoriali.
«Come UDC abbiamo messo sul tavolo proposte concrete: rendere più semplice e sicuro affittare, estendere la cedolare secca nelle locazioni abitative quando l’inquilino è un’impresa o un professionista, garantire tempi più certi nel rilascio degli immobili e introdurre la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, sulla quale sono arrivate aperture importanti anche dalla maggioranza in vista della Manovra», conclude De Poli.


