CLIMA: GALLETTI, ACCORDO NON POTEVA PREVEDERE SANZIONI MA IMPEGNA 180 PAESI

Roma, 16 dic. -(AdnKronos) – “Il protocollo di Parigi non contiene sanzioni per chi non rispetta gli impegni assunti ma questo è un tratto comune a tutti i protocolli nati sotto l’egida dell’Onu che non prevedono sanzioni perché non è possibile prevederle”. Lo ha detto intervenendo a Radio1 il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Galletti si è comunque detto soddisfatto del risultato ricordando che “il protocollo di Kyoto era qualcosa di completamente diverso dall’accordo di Parigi. Allora, nel 1997, gli impegni vennero assunti da Paesi che rappresentavano appena il 12 per cento dei produttori di gas serra. Di fatto si trattava dell’Europa e poco più. A Parigi, invece, l’intesa è stata sottoscritta da 180 Paesi, fra cui Cina, India e Stati Uniti, pari al 96% delle emissioni globali”.
Certo, nei 18 anni trascorsi da Kyoto – ha sottolineato Galletti – si è perso molto tempo e diverse conferenze si sono risolte in completi fallimenti, come nel caso di Copenaghen 2009. Ma ora si è acquisita una enorme consapevolezza e possiamo dire che la Cop21 rappresenti un buonissimo inizio. D’altra parte, in questi anni l’Italia si è data da fare, riducendo le emissioni del 20 per cento e sviluppando le energie rinnovabili al punto che oggi costituiscono il 43 per cento dell’energia consumata nel nostro Paese”. E nonostante non siano previste sanzioni se non in termini di dispregio internazionale per chi non rispetterà gli impegni assunti “esistono però – ha sottolineato Galletti – obiettivi che i Paesi si sono impegnati a rispettare per la riduzione di CO2. C’è chi lo fa in maniera più virtuosa, chi in maniera meno virtuosa, chi lo farà subito e chi lo farà diluendo i tempi, chi, come la Cina, ha dichiarato che continuerà ad aumentare le emissioni per poi gradualmente ridurle nel tempo. Parliamo di un protocollo – ha chiarito il ministro – che ha un orizzonte molto ampio, ben 85 anni”.

“Per quanto riguarda la politica ambientale ed energetica del nostro Paese, c’è da dire – ha aggiunto Galletti – che abbiamo rinnovato gli ecobonus e che nel 2017 entrerà in funzione la nuova incentivazione delle energie rinnovabili su base europea. Poi, a differenza di quanto accade con il protocollo della Cop 21, in Europa l’accordo firmato dai 28 Paesi membri è vincolante e prevede sanzioni. Ci siamo impegnati entro il 2030 a ridurre le emissioni di CO2 almeno del 40%”. “Mancano ancora 15 anni a quella scadenza ma io credo – ha concluso il ministro dell’Ambiente – che entro il 2020 l’Europa possa anche rivedere questi obiettivi in termini più ambiziosi. Certo il costo del petrolio sta calando e questo potrebbe disincentivare in parte il perseguimento delle politiche ambientali ma anche il costo delle rinnovabili si sta abbassando. E’ un percorso lungo e impegnativo ma vale la pena di intraprenderlo”.