Clima: Galletti, punteremo di più sulle rinnovabili

‘Si è imboccata strada a velocità media, ma senza ritorno’ (ANSA) – ROMA, 14 DIC – “Si dovranno incentivare le imprese che producono meno rifiuti; bisognerà incrementare i trasporti pubblici rinnovando il parco mezzi, in modo da privilegiare carburante elettrico e biometano; limitare le emissioni da riscaldamento proseguendo con l’ecobonus. Puntiamo sulle energie rinnovabili in modo più determinante di quanto fatto finora”. A delineare con il Corriere della Sera il percorso dell’Italia dopo l’accordo globale sul clima è il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, secondo cui dentro all’intesa “c’è moltissima Europa”. “L’accordo di Parigi sul clima scaturisce dal negoziato fra 195 Paesi. Se fosse dipeso soltanto dall’Italia e dall’Europa, sarebbe stato ben più ambizioso. Comunque si è imboccata una strada: a velocità media, ma senza ritorno”, assicura Galletti. Entrando nel merito dell’intesa, il taglio delle emissioni “non è volontario. Entrerà in vigore una volta che sarà ratificato da 55 nazioni che rappresentino almeno il 55% delle emissioni globali”, e ciò potrebbe avvenire “anche prima del 2020”, spiega il ministro. Le sanzioni “non sono previste perché è nato sotto il cappello Onu. Però ormai c’è un ‘prima di Parigi’ e un ‘dopo Parigi’: per i Paesi firmatari sarà difficile tornare indietro e non adempiere agli impegni”. Sul programma di estrazioni avviato in Italia, “uno dei temi cardine posti dai Paesi in via di sviluppo è lo sfruttamento equo delle risorse naturali. Noi viviamo in una nazione che utilizza ancora petrolio e gas, e non trovo giusto utilizzare le energie degli altri. Ma poi, nel tempo, l’accordo di Parigi renderà non più conveniente fare queste estrazioni”, dichiara Galletti.