Clima: Novello (Udc), ci troviamo davanti ad un codice rosso

Ormai ci stiamo abituando a lunghe e violente ondate di calore, frane, grandinate e alluvioni. Tutto quello che un tempo era eccezionale, oggi è diventato quasi normale. L’estate del 2021 si è caratterizzata per oltre 500 eventi meteorologici estremi, con danni e conseguenze per l’uomo assai gravi.
Tutto questo ci dice che ormai la terra è entrata in pieno codice rosso per quello che riguarda gli impatti ambientali e i mutamenti climatici. Aggiungendo a questo gli incendi, possiamo certamente affermare che ci troviamo davanti ad una situazione che sembra fuori controllo, considerato anche che proprio gli incendi hanno distrutto, oltre 3 milioni di ettari di foreste con conseguenze gravi nel versante delle emissioni di gas serra.

I dati di valutazione dell’IPCC ((Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico), il principale organismo scientifico internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici), confermano, per lo scorso anno, una situazione in netto peggioramento. E forniscono una valutazione che dovrebbe far preoccupare enormemente i governi del mondo, le istituzioni di tutti i paesi del pianeta.
Ma purtroppo assistiamo con distacco ad un incomprensibile freddezza rispetto a tutto quello che accade anno dopo anno, ma sempre in netto peggioramento.

Anche noi in Italia, anche il nostro parlamento e il nostro governo, aldilà dei soliti comunicati di forma relativi alle preoccupazioni per i cambiamenti climatici, aldilà anche delle promesse relative alla transizione ecologica e agli interventi in difesa e a tutela del clima, in buona sostanza alla fine i riscontri sono veramente pochi, i provvedimenti legislativi adottati sono praticamente vicino al nulla.

L’AR6, la più autorevole rassegna della conoscenza scientifica sui cambiamenti climatici per i governi, fotografa la situazione in atto e indica probabili scenari futuri, con le relative conseguenze sulla vita in tutto il pianeta. Vediamo quali sono le principali evidenze riportate nel primo volume “The Physical Science Basis” dell’AR6.
Prima di tutto vengono rilevati cambiamenti climatici che ormai interessano ogni area del pianeta. Ma la cosa più grave è che si tratta di cambiamenti che non hanno «precedenti in migliaia, se non centinaia di migliaia di anni, e alcuni tra quelli che sono già in atto – come il continuo aumento del livello del mare – sono irreversibili in centinaia o migliaia di anni».
Si tratta, come si può capire, di dati drammatici che rischiano di sconvolgere seriamente gli equilibri dell’intero sistema terrestre nel giro di pochi decenni.

Nel rapporto dell’IPCC vengono fornite nuove stime «sulle possibilità di superare il livello di riscaldamento globale di 1,5°C nei prossimi decenni. A meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra».
Le conclusioni sono veramente preoccupanti visto che il suddetto rapporto in merito alla possibilità di limitare il riscaldamento a circa 1,5°C o addirittura 2°C, arriva ad affermare che «sarà un obiettivo fuori da ogni portata».

Quest’ultima conclusione, ci fa trarre elementi che aumentano ancora di più, se possibile, i timori per i futuri sconvolgimenti che possono essere provocati sul nostro pianeta, considerando che con 1,5°C di riscaldamento globale, avremo un importante aumento del numero di ondate di calore, con estati lunghissime e inverni sempre più brevi.

Appare del tutto ovvio che un ulteriore riscaldamento intensificherà lo scioglimento dei ghiacciai e della calotta polare, nonché la perdita del ghiaccio marino artico estivo…

Oceani più caldi influenzeranno sia gli ecosistemi marini che le persone che dipendono da essi per almeno tutto il resto di questo secolo.

Il rapporto evidenzia anche come: «Per le città, alcuni aspetti dei cambiamenti climatici possono risultare amplificati. Tra questi, le ondate di calore (le aree urbane sono di solito più calde dei loro dintorni) e le inondazioni dovute a forti precipitazioni».

Appare quindi del tutto evidente che ci troviamo davanti ad un codice rosso per l’umanità.

Per dirla con le parole del segretario generale dell’Onu: «dobbiamo agire con decisione ora! Le soluzioni sono chiare: economie inclusive e verdi, maggiore prosperità, aria più pulita e una salute migliore sono possibili per tutti, se rispondiamo a questa crisi con solidarietà e coraggio».

L’obiettivo di stabilizzare il clima richiederà a tutti i paesi del mondo, soprattutto alle economie dei paesi più ricchi e avanzati, interventi forti e immediati per fermare le emissioni di gas a effetto serra e per raggiungere l’obiettivo ambizioso, ma assolutamente irrinunciabile, di emissioni nette di CO2 pari a zero. Raggiungere questi obiettivi, sicuramente porterà ad avere benefici importantissimi per la salute e per il clima.
Luigi Novello Responsabile nazionale Ufficio Ambiente UDC.