Si è svolto oggi a Roma il Consiglio nazionale dell’Unione di Centro, presieduto dal segretario nazionale sen. Antonio De Poli alla presenza del presidente nazionale Udc on. Lorenzo Cesa e dei dirigenti del partito. Un appuntamento importante per definire le prossime iniziative politiche e organizzative del partito e approfondire le principali sfide che interessano il Paese: dalla riforma della legge elettorale al rilancio dell’area moderata, dall’Intelligenza Artificiale ai cambiamenti demografici, fino alle politiche per la casa, la sanità territoriale, il lavoro e le nuove generazioni.
Legge elettorale. Sulle preferenze non arretriamo di un passo
Nel corso della relazione, De Poli ha ribadito con fermezza la posizione dell’UDC sul diritto dei cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti.
«Sulle preferenze noi dell’UDC non arretreremo di un passo. Annuncio fin d’ora che ripresenteremo al Senato l’emendamento sulle preferenze durante l’esame della legge elettorale», ha dichiarato il segretario nazionale.
Per l’UDC si tratta di una scelta di principio, coerente con una visione della politica fondata sulla partecipazione, sulla responsabilità personale degli eletti e sul rapporto diretto con i cittadini.
«Vedremo chi crede davvero nel diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti e chi, invece, preferisce continuare a lasciare questa scelta alle segreterie dei partiti. Lo vedremo alla prova dei fatti», ha aggiunto De Poli.
Un Centro più forte per rafforzare il centrodestra
Un altro passaggio centrale della relazione è stato dedicato allo spazio politico che si sta aprendo all’interno del centrodestra e alla necessità di rafforzare l’area popolare, moderata, cattolico-democratica ed europeista.
De Poli ha respinto con chiarezza ogni rincorsa agli estremismi e alle provocazioni populiste, sottolineando come alcune posizioni espresse da Futuro Nazionale — dalle classi separate per gli alunni con disabilità alla negazione del femminicidio, fino alla cosiddetta remigrazione — siano inconciliabili con i valori dell’UDC.
«C’è un grande spazio che si sta aprendo e non è sicuramente quello di Vannacci. Il futuro del centrodestra non passa dalla rincorsa agli estremismi, ma dalla capacità di allargare il consenso. Crediamo che un Centro più forte renda più forte tutta la coalizione», ha affermato.
«La politica non è una gara a chi urla di più. È responsabilità, è il coraggio di scegliere di stare dalla parte della coerenza rispetto ai propri valori», ha concluso De Poli su questo punto.
Il 12 e 13 settembre la Festa nazionale dell’UDC a Roma
Il Consiglio nazionale ha rappresentato anche l’occasione per presentare le prossime tappe organizzative del partito.
La Festa nazionale dell’UDC si svolgerà a Roma nelle giornate del 12 e 13 settembre 2026. Sarà un momento di confronto, partecipazione e approfondimento politico, aperto ai dirigenti, agli amministratori, ai militanti e ai rappresentanti delle realtà territoriali.
De Poli ha inoltre proposto di prolungare la campagna di tesseramento fino a dicembre 2026, con l’obiettivo di arrivare ai primi mesi del 2027 con un partito ancora più forte, organizzato e radicato.
«Vogliamo essere pronti a celebrare i congressi regionali, provinciali e comunali e ad avviare una nuova fase di riorganizzazione interna», ha spiegato.
Nell’ambito di questo percorso saranno istituiti un Coordinamento nazionale con i segretari regionali e un Coordinamento allargato ai segretari provinciali e locali, che lavoreranno insieme al Consiglio nazionale e alla Direzione del partito.
Entro la fine di ottobre saranno inoltre promosse assemblee nazionali al Nord, al Centro, al Sud e nelle Isole, per rafforzare il confronto con i territori e valorizzare il ruolo degli amministratori e delle comunità locali.
Intelligenza Artificiale e rivoluzione 5.0: la persona deve restare al centro
La relazione del segretario nazionale ha affrontato anche i profondi cambiamenti tecnologici, economici e sociali che stanno trasformando la società.
«La politica deve comprendere i cambiamenti legati all’Intelligenza Artificiale, alle trasformazioni demografiche, ai nuovi bisogni della terza e quarta età, ai giovani e al nuovo mercato del lavoro», ha osservato De Poli.
L’UDC considera di straordinaria importanza la riflessione proposta da Papa Leone XIV con l’enciclica Magnifica Humanitas.
«Siamo chiamati ad affrontare una nuova rivoluzione 5.0 senza perdere di vista la centralità della persona», ha sottolineato il segretario, ribadendo la necessità di governare l’innovazione tecnologica affinché rimanga al servizio dell’uomo, del lavoro e del bene comune.
Casa: dalle proposte UDC nuove risposte per famiglie e imprese
Tra i temi affrontati anche il Piano Casa approvato dal Governo, definito da De Poli «una prima risposta a un’emergenza che, per troppo tempo, è stata ignorata».
L’UDC, dopo aver promosso gli Stati generali dell’abitare, continuerà a sostenere proposte concrete per aumentare l’offerta di alloggi, tutelare proprietari e inquilini e rendere il mercato delle locazioni più accessibile.
Tra le priorità indicate figurano la cedolare secca al 10%, la riforma delle locazioni abitative e una nuova disciplina per le locazioni commerciali, con l’introduzione del canone concordato per sostenere negozi, attività di prossimità e botteghe.
L’obiettivo è affrontare il problema abitativo con una strategia organica, capace di rispondere alle esigenze delle famiglie, dei giovani, dei lavoratori, degli anziani e delle imprese.
Terza e quarta età: rafforzare la sanità territoriale
Un passaggio significativo è stato dedicato anche all’invecchiamento della popolazione e ai nuovi bisogni sociosanitari.
«Dobbiamo passare da una sanità centrata sull’ospedale a una sanità centrata sul territorio», ha affermato De Poli.
Per l’UDC è necessario rafforzare l’assistenza domiciliare, i servizi di prossimità, le strutture intermedie e l’integrazione tra politiche sanitarie e sociali. La crescente domanda di assistenza da parte della terza e della quarta età impone risposte strutturali, non interventi emergenziali.
Giovani, lavoro e crescita: no alla politica dei sussidi
Il Consiglio nazionale ha posto al centro anche il futuro dei giovani, la formazione e l’accesso al mercato del lavoro.
«I giovani non hanno bisogno di sussidi, ma di opportunità», ha evidenziato De Poli, ricordando che la sinistra e il Movimento 5 Stelle hanno speso 34 miliardi di euro per il Reddito di cittadinanza senza produrre nuova occupazione strutturale.
«Noi scegliamo un’altra strada: investire sul lavoro, sulle competenze, sulle imprese e sulla crescita», ha concluso il segretario nazionale.
Dal Consiglio nazionale emerge così un’UDC determinata a rafforzare la propria presenza politica e territoriale, mantenendo saldi i valori della partecipazione, della centralità della persona, della solidarietà, della responsabilità e della libertà di scelta.
Una forza di Centro capace di unire, costruire e offrire risposte concrete ai cambiamenti del Paese, senza inseguire slogan ed estremismi.
INTERVENTO DEL SEGRETARIO NAZIONALE UDC SENATORE ANTONIO DE POLI
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