Consultazioni al Quirinale: La posizione dell’Udc

Consultazioni al Quirinale, Rocco Buttiglione al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella spiega la posizione dell’Udc:”Ho esposto al Capo dello Stato le preoccupazione dell’Udc che ho riassunto nei punti seguenti. Per la seconda volta il popolo italiano ha bocciato la grande riforma, ed insieme alla grande riforma, il sistema maggioritario. In un panoramica politico ove sono presenti tre forze di egual peso, non è possibile fare in modo che uno di essi governi il Paese da solo almeno di dargli un premio di maggioranza spropositato, cosa che la Corte Costituzionale non consente. D’altro canto il risultato del referendum ci consegna un Senato che deve essere eletto su base regionale e pertanto un eventuale premio di maggioranza va attribuito su base regionale, ma cosi determinato è erratico, non serve a garantire la governabilità nazionale. Abbiamo quindi bisogno di una legge elettorale proporzionale, è inutile attribuire un premio di maggioranza quando non determina la governabilità del Paese, forse un piccolo premio di maggioranza per favorire le coalizioni ma la prossima legislatura deve essere governata da una grande coalizione, di due dei tre grandi blocchi esistenti, noi ci auguriamo un blocco formato dalla sinistra moderata e uno formato dalle forze che aderiscono al Partito Popolare Europeo per questo facciamo anche un appello a Silvio Berlusconi. E’ ragionevole quello che è stato chiesto, cioè fare da subito il governo di grande coalizione, ci auguriamo che possa avvenire, sappiamo che è difficile, dopo una campagna elettorale, ove ci si è sparati addosso con toni da guerra civile, è difficile mettersi assieme. Se questo non fosse possibile c’è una seconda cosa che è possibile: non andare subito a elezioni, perché questo ci consegnerebbe un parlamento ingovernabile dal quale non sarebbe possibile creare nessuna maggioranza e porterebbe il Paese in un vicolo cieco. E’ possibile invece un governo che continui il percorso riformatore intrapreso fino ad adesso dal governo Renzi che completi le riforme iniziate e dall’altro lato creare per la legge elettorale un tavolo di trattativa in cui tutti partecipino, perchè le regole vanno scritte con il concorso di tutti e fare matura la nuova cultura politica che serve: la cultura del dialogo e della mediazione. Il governo inoltre deve completare le riforme avviate, affrontare soprattutto il tema delle povertà emergenti, dell’impoverimento del ceto medio, mettere in sicurezza il sistema bancario davanti alle difficoltà che potrebbero emergere nei prossimi mesi e condurre in Europa un’importantissima fase negoziale perchè si riscriveranno le regole della costituzione economica europea. Se siamo seri questo è il momento per cui chiedere quei cambiamenti che abbiamo tumultuosamente chiesto nei momenti in cui non potevano essere fatti perchè non era quella fase costituente alla quale invece ora siamo arrivati. Serve la cultura della mediazione, del dialogo, dell’ascolto paziente delle ragioni di tutti per arrivare a una sintesi politica ed il metodo della cultura politica democratico- cristiana. Era il metodo di Aldo Moro. Questo è il metodo con il quale si possono fare insieme le riforme che durano, le riforme che funzionano, le riforme che rendono il Paese competitivo nel mondo difficile di oggi. Abbiamo pensato con il maggioritario che dando tutto il potere ad una minoranza qualificata questo aiutasse a fare le riforme, abbiamo visto che le riforme con i colpi di forza non vanno. Allora noi crediamo nell’importanza di recuperare questa cultura politica, e per questo stiamo facendo i gruppi parlamentari dell’Udc alla Camera e al Senato e vogliamo riprendere questo cammino. Queste sono le nostre considerazioni che con saggezza a nome dell’Udc ho affidato al Capo dello Stato”.