CONTI PUBBLICI: BUTTIGLIONE “ULTIMO RENDICONTO CON SEGNO MENO”

ROMA (ITALPRESS) – “Questo rendiconto del bilancio dello Stato sara’ l’ultimo a portare il segno meno. Si e’ fermata la decrescita del Paese ed e’ iniziata la crescita. Questo grazie agli uomini di Stato e agli italiani che hanno tenuto duro e non hanno ceduto alle sirene delle pressioni drammatiche che volevano spingere l’Italia a fare scelte inconsulte. Di sicuro sara’ una crescita dura e difficile perche’ non e’ trainata dalla spesa pubblica. Quella crescita non ce la possiamo piu’ permettere. Piuttosto la Ue dovrebbe chiedere ad altri Paesi, come alla Germania, di attuare politiche keynesiane”. A dirlo e’ Rocco Buttiglione, vice presidente vicario del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc). “Inoltre – continua – il Governo si e’ fatto carico di una proposta che noi avanzavamo da tempo: 3 punti percentuali di carico fiscale in meno con l’obiettivo di arrivare alla fine della legislatura con un carico fiscale sotto, se possibile, il 40% del Pil. E’ un obiettivo ambizioso, ma realistico.” “Negli anni passati – spiega – c’e’ stata una manovra contro l’euro e l’Italia che abbiamo battuto. Abbiamo vinto una battaglia paragonabile a quella del Piave. In questa battaglia molti hanno giocato il ruolo di disfattisti e traditori. Siamo riusciti a riguadagnare la fiducia dei mercati internazionali. Lo abbiamo fatto non perche’ amiamo le banche e i banchieri ma perche’, altrimenti, non ci sarebbero stati i soldi per pagare stipendi e pensioni”. E conclude: “del resto con i livelli di debito che abbiamo dobbiamo puntare, come e’ stato fatto, sulla competitivita’, sulla capacita’ di stare sui mercati internazionali, sulla crescita delle esportazioni. Con le nostre misure le imprese sono diventate piu’ competitive e le esportazioni sono cresciute. Ora la nostra crescita e’ trainata dall’efficienza, dalle esportazioni ed e’ per questo sana. E’ arrivato il momento di stimolare il mercato interno. Questi risultati sono stati ottenuti dal Governo Renzi con il concorso determinante di Area Popolare. Senza di noi Renzi sarebbe fallito e l’Italia sarebbe precipitata in una situazione peggiore della Grecia”.