Convegno “Donne costruttrici di dialogo e di confronto”

Educatrici, mogli, madri e lavoratrici: in una parola, donne. Un tema, quello della condizione femminile nel nostro Paese, che torna di stretta attualità solo di fronte a violenti episodi di cronaca nera. L’Udc, al contrario, ha voluto organizzare un incontro per cercare di andare oltre la superficialità del quotidiano e toccare, più nel profondo, un argomento che spesso, a livello politico, divide il centrodestra dalla sinistra più radicale. «Donne costruttrici di dialogo e di confronto» è il titolo dell’iniziativa promossa dall’Udc che si è svolta ieri a Roma, grazie all’impegno dell’ex senatrice Paola Binetti, responsabile Pari opportunità del partito. Ad aprire i lavori sono stati il segretario nazionale Lorenzo Cesa e il presidente del partito Antonio De Poli. Il convegno è stato suddiviso in due tavole rotonde. Nella prima, che si è occupata del ruolo della donna in politica, hanno preso la parola tre deputate, Katia Polidori (Forza Italia), Maddalena Morgante (Fratelli d’Italia) e Patty l’Abbate (Movimento Cinque Stelle) e tre senatrici, Daniela Sbrollini (Italia Viva), Beatrice Lorenzin (Pd) e Stefania Pucciarelli (Lega). Nella seconda tavola rotonda sono intervenute tre ex-parlamentari, Luisa Santolini, Souad Sbai e Tiziana Drago che, con il contributo di tre professioniste (Maria Teresa Russo, docente universitaria, Maria Grazia Melfi, direttrice collegio universitario Celimontano e Paola Todini, avvocato, ricercatrice e sociologa), si sono confrontate sul ruolo della donna nella società civile e sull’importanza di promuovere la presenza femminile per diffondere la cultura della parità di genere. «È stata davvero una bellissima iniziativa – ha sottolineato Binetti – Ritengo sia importante confrontarci, pur da posizioni diverse, talvolta anche distanti, sul ruolo e sulle molteplici difficoltà che le donne sono costrette a superare ogni giorno. Il gap economico, rispetto agli uomini, è un tema che non può non essere approfondito con realismo e consapevolezza. Vi è una fatica maggiore, che le donne devono compiere per arrivare ad affermarsi professionalmente. Un difficile equilibrio da trovare, tra le scelte professionali e quelle familiari». Impossibile non toccare una delle vicende più terribili della cronaca odierna, ovvero la probabile impiccagione (salvo miracoli dell’ultimo minuto) di Samira, la sposa bambina iraniana, accusata di aver ucciso il marito. «Si tratta di moderne schiave. Spesso non hanno nemmeno lo sviluppo biologico per poter sostenere delle gravidanze. Che, non di rado, terminano con la morte o della stessa donna o del bambino. Vorrei ricordare che, nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani si ricorda come il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi». Non poteva, in conclusione, mancare una valutazione squisitamente politica. «Il Pd sta perdendo colpi, si occupa quasi esclusivamente di gender, educazione sessuale o di temi che dovrebbero attenere alle famiglie. Ma non fa battaglie per i lavoratori. Non basta sventolare il salario minimo e dimenticarsi poi delle condizioni reddituali delle donne italiane».

ARTICOLO DE IL TEMPO