CORRUZIONE. BINETTI (AP): OK DDL MA SERVE CAMBIO MENTALITÀ PAESE

(DIRE) Roma, 21 mag. – “In aula durante il dibattito sul ddl anticorruzione, si sentono affermazioni di principio ispirate da un forte senso etico. L’etica pubblica appare nelle parole di tutti la vera molla per far ripartire il paese, un paese ammalato di corruzione, come di una malattia grave, contagiosa, progressiva ed incurabile. Tutto sembra corrotto: dagli appalti al gioco del calcio, dal sistema clientelare delle assunzioni all’oggettiva difficolta’ di punire i colpevoli e proteggere gli innocenti”. Lo afferma Paola Binetti, deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc). “Eppure- continua Binetti- guarire dalla corruzione e’ possibile, come ha affermato piu’ volte anche Papa Francesco. Ma per questo bisogna smettere di considerare furbi, intelligenti, coloro che corrompono o si fanno corrompere, e creare intorno a loro uno stigma sociale che faccia sentire il peso di una critica pubblica forte e capillare. Hanno degli incarichi solo coloro che elargiscono bustarelle? Trovano lavoro solo coloro che hanno le conoscenze giuste? Risolve i suoi problemi di qualsiasi natura solo chi ha i contatti giusti? È difficile immaginare che queste persone non siano un po’ invidiate e’ un po’ ammirate per come sanno cavarsela. Ma in realta’ tutti quelli che corrompono, che si fanno corrompere e che ammirano chi corrompe, perche’ offre loro una sponda di pericoloso consenso sociale, si muovono sulla soglia della corruzione e spesso sono loro stessi pienamente corrotti. E magari cerca solo di imparare come fare per regolarsi in una prossima occasione”. Conclude Binetti: “la corruzione e’ una piaga sociale che anche il recente scandalo delle squadre di calcio di serie C e D fanno apparire come inevitabile. Speriamo che la legge sia una buona legge, e l’inasprimento delle pene sara’ di aiuto. Ma urge un cambio di mentalita’ nel paese, la riscoperta di una decisa tensione morale che non ha paura di denunciare gli illeciti piccoli e grandi, che si sottrae alla dittatura delle bustarelle e delle raccomandazioni e torna a parlare di merito, di qualita’ e di competitivita’. Cosi’ come abbiamo ricordato anche durante il battito sulla Buona scuola”.