Covid: Falanga (Udc), sceriffo De Luca si è rilevato un giullare, perché ha chiuso 3 ospedali a Napoli?


“Lo sceriffo De Luca, alla fine, si è rivelato come un grande giullare: la sceneggiata dei Tir con i moduli degli ospedali pre-fabbricati, scortati dai militari, è un lontano ricordo”. Ad affermarlo è il senatore Ciro Falanga, coordinatore regionale dell’Udc in Campania che aggiunge: “Il presidente De Luca, piuttosto che esprimere disprezzo per tutti e sinanche al cittadino campano che ha avuto il coraggio di filmare il degrado e l’abbandono dei malati nell’Ospedale Cardarelli di Napoli, dovrebbe dare delle risposte a tutti noi campani. Al Governatore poniamo alcune domande. In primis, perché ha ritenuto di chiudere gli ospedali San Gennaro, Ascalesi e Incurabili, a Napoli, – strutture che avevano anche le terapie intensive – compromettendo in modo grave la rete ospedaliera di emergenza? Perché non ha ritenuto di aprire un padiglione al Cardarelli e un padiglione al Policlinico preferendo spendere, invece, 15 milioni di euro per moduli del tutto inefficienti?”. ”Noi le risposte a queste domande, in realtà, crediamo di averle individuate. De Luca, nella sua immaginazione di essere il migliore di tutti, oggi si oppone alla zona rossa perché non ha la capacità di confrontarsi con i presidenti delle regioni Emilia Romagna o anche del Lazio. L’avere sollecitato la zona rossa e poi l’essersi opposto alla chiusura costituiscono segnali che, in psichiatria, richiamano la schizofrenia”. Secondo Falanga, “il sindaco di Napoli De Magistris, sebbene apparentemente in contrasto con il Governatore De Luca, in realtà, è stato solo un suo complice nel consentire la chiusura di questi ospedali che avrebbe potuto impedire sia come primo cittadino del capoluogo partenopeo che come sindaco della Città metropolitana”. “De Luca, infine, – conclude Falanga – non ha consentito assunzione del personale sanitario e neppure la mobilità: abbiamo, infatti, infermieri e sanitari che lavorano negli ospedali del Nord e che avrebbero voluto fare ritorno nella loro regione”.