CRISTIANI: BINETTI (AP): DARE VOCE ALLE MINORANZE CRISTIANE

(DIRE) Roma, 19 ott. – “Dare voce alle minoranze cristiane perseguitate d’Oriente e riflettere sui rischi del fondamentalismo islamico, che e’ tra le cause principali dell’esodo biblico di tante famiglie cristiane che dalla Siria cercano di raggiungere la vecchia Europa, contando sulle sue antiche radici cristiane. Ne ha parlato ancora una volta il Papa ieri, rivolgendosi alla folla che gremiva piazza san Pietro, e se ne parla oggi alla Camera dei deputati nel convegno sul Genocidio dei Cristiani: La Jihad da Oriente a Casa nostra, organizzato dall’Associazione Pakistani Cristiani in Italia, in collaborazione con parlamentari italiani di vari schieramenti”. Lo ricorda Paola Binetti, deputata di Area popolare (Ncd- Udc). “C’e’ davvero molto da imparare dalle minoranze cristiane d’Oriente che, pur sottoposte a vere e proprie persecuzioni, mentre continuano a testimoniare la loro fede, se ne assumono interamente le conseguenze. La coerenza non e’ certo una virtu’ facile ne’ in oriente ne’ in occidente, non lo e’ stata in tempo passati e non lo e’ neppure oggi”, aggiunge Binetti. “Difendere valori come la liberta’ di esprimere le proprie convinzioni, avere il coraggio di schierarsi dalla parte della famiglia, sia pure in controtendenza rispetto al pensiero dominante, ribadire alcune verita’ fondamentali come il diritto di ogni bambino ad avere una madre e un padre, oggi sembra una impresa titanica. Fa emergere anche quanto sia difficile confrontare con posizioni diverse dalle proprie senza cedere alla violenza fisica, come accade in oriente, ma senza neppure scivolare nella aggressivita’ verbale, come accade in occidente, dove e’ facile che la logica del piu’ forte spinga l’altro verso l’irrilevanza”, spiega la deputata di Ap. Binetti conclude: “I nostri fratelli cristiani d’Oriente sono testimoni efficaci della loro fede, non solo perche’ sono credenti convinti, ma anche perche’ sono testimoni credibili che confermano cio’ che dicono con cio’ che fanno. E’ la loro lezione quotidiana e per questo siamo particolarmente felici di accoglierli in Italia, anche se difendiamo il loro diritto a rimanere nelle loro terre, a conservare le loro proprieta’, a testimoniare la loro fede li’ dove sono le loro radici.” (