Disabili, Binetti (Ap): inclusione a partire dalla scuola

Roma, 3 dic. (askanews) – “Piena inclusione per tutte le persone con disabilità, a cominciare dagli anni della scuola e forte coinvolgimento dei docenti, soprattutto di quelli di sostegno: è stato questo l’incipit del convegno di oggi alla Camera”. Lo afferma Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd-Udc) al termine del convegno tenutosi a Montecitorio. “La piena inclusione non si può ridurre però ad una sorta di benevola tolleranza, richiede amicizia e convivenza in condizioni di parità e di solidarietà, per questo, non basta rimuovere le barriere architettoniche, psicologiche e sociali che ostacolano la piena inclusione, serve un salto di qualità sul piano della relazione interpersonale. E’ quanto hanno chiesto molti dei ragazzi con disabilità intervenuti al convegno. Servono buone leggi, urgono risorse economiche adeguate – commenta Binetti – ma ancora di più serve una rivoluzione culturale”. “L’handicap più che un problema è una opportunità, che tutti dobbiamo cogliere nel giusto modo. Nella vita tutti siamo destinati a fare esperienza della disabilità in famiglia, a scuola, sul posto di lavoro, ma anche personalmente. Basta un incidente per provocare una disabilità sia pure transitoria, la vecchiaia per esempio, è essa stessa occasione di disabilità. Per cui abbiamo tutti gli strumenti necessari per capire in prima persona di cosa possano avere bisogno le persone con disabilità, non chiedono un favore, o un gesto di benevolenza, ne tanto meno un atteggiamento di tolleranza. Chiedono semmai, che venga riconosciuto nei fatti, e non solo nei principi, un diritto previsto all’articolo 3 della nostra Carta costituzionale. Si è sottolineato il diritto a partecipare direttamente a tutti i tavoli in cui si parla di disabilità, a riappropriarsi del diritto a rappresentare direttamente le proprie esigenze”. “Molti di loro hanno maturato una capacità di argomentazione che mostra quanta strada abbiano fatto nella elaborazione anche teorica e culturale della disabilità come fatto costitutivo della nostra condizione umana. È già questa è una impostazione straordinaria sul piano antropologico – conclude Binetti – perché fa del limite, ognuno i propri, la condizione del dialogo, della solidarietà e della creatività. Per cui alla fine non ci è rimasto che dire ‘Grazie a tutti loro’, che hanno impartito una lezione di enorme efficacia a tutta la classe politica li riunita per ascoltare”.