Dl Sicurezza: Binetti (Udc), governo tace sul gioco azzardo

(DIRE) Roma, 16 mar. – “Mentre si discute del ddl sicurezza nelle grandi citta’ si incrociano dei dato che e’ impossibile tener separati: da un lato Avvenire oggi denuncia il dilagare degli spot dell’azzardo sui diversi media, con un investimento che supera il 40% in sola pubblicita’. Dall’altro qualcuno fa notare che l’azzeramento delle opportunita’ di gioco non fa guarire magicamente il malato e la relazione tra proibizionismo e gioco patologico resta ambigua. In Italia il gioco ha raggiunto livelli di allarme cosi’ elevati da meritare il titolo di nuova ‘malattia del secolo’. Molto spesso si ragiona non su dati reali ma su sensazioni e proiezioni statistiche scientificamente non del tutto fondate. Le cronache quotidiane alludono spesso a possibili legami fra il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) e fenomeni criminosi del tipo piu’ svariato: furti/rapine, violenze private/familiari, estorsioni, ecc”. Lo afferma l’Onorevole Paola Binetti (Udc), che nel corso del dibattito del ddl sulla sicurezza in Aula, ha presentato un ordine del giorno teso a tutelare gli anziani, tra le vittime piu’ frequenti di questa strana situazione che si crea tra gioco e insicurezza sociale e personale. “La principale domanda che si pongono tutti quelli che, a vario titolo o per puro interesse personale, si occupano del gioco d’azzardo come fenomeno sociale- prosegue-, e’ certamente questa: perche’, in Italia esso ha raggiunto livelli di allarme cosi’ elevati? certamente l’investimento in pubblicita’ e’ tra le cause che piu’ sicuramente influiscono su questo fenomeno. Esiste una dipendenza compulsiva dal gioco, ma e’ come se si attivasse in presenza di un’offerta altrettanto compulsiva dei vari concessionari e dei loro gestori. Un elemento chiave e’ lo stato di bisogno che scaturisce dalla insoddisfazione del giocatore, ma l’offerta di gioco, cosi’ illusoria e capillare, contribuisce a trasformare una fantasia in un comportamento reale. Per questo ritengo che lo stop alla pubblicita’ rappresenti un fattore di prevenzione e di cura da non sottovalutare neppure sotto il profilo della sicurezza cittadina. C’e’ nel giocatore che sviluppa dipendenza patologica dal gioco una certa predisposizione; ma e’ solo il dilagare dell’offerta nei bar, dai tabaccai, nelle sale dislocate in aree ad hoc evidenziate da cartelli stradali che ne annunciano la collocazione e assicurano una apertura h 24, che consegna il giocatore fragile alla sua patologia conclamata. Il Governo e’ dall’inizio della legislatura che su questo punto fa orecchio da mercante, mentre spinge l’acceleratore su altri ddl, di cui faremmo volentieri a meno”.