D’Onofrio: Dopo la “Leopolda blu” Occorre ascoltare, non apparire

D’Onofrio: Dopo la “Leopolda blu”
Occorre ascoltare, non apparire
Il bilancio del costituzionalista Francesco D’Onofrio, presente sabato a Milano all’evento Sveglia Centrodestra a Milano, e il suo appunto ai politici in prima fila che si sono un po’ pavoneggiati sul palco a parlare quando sarebbe stata l’occasione giusta per ascoltare e meditare…

Non era la prima fila ma dalla quarta in poi quella giusta per capire il senso della Leopolda blu. E’ da qui che il costituzionalista Francesco D’Onofrio ha seguito sabato scorso al Centro filologico milanese Sveglia Centrodestra, l’evento organizzato da un gruppo di giovani attivisti che ha visto la partecipazione di accademici, imprenditori, professionisti e politici. E’ proprio verso questi ultimi che l’ex ministro dell’Istruzione riserva un giudizio tagliente: “A Milano doveva prevalere il tempo dell’ascolto, non il tempo dell’apparenza. E’ stato un incontro interessante con molti stimoli su cui ragionare. Sono rammaricato che i miei colleghi parlamentari seduti in prima fila per pochi minuti e poi scappati via non abbiano potuto seguirlo. Non ne hanno capito il senso”.
Tra i politici “passati” dalla Leopolda blu, si sono visti Raffaele Fitto, Daniele Capezzone e Giuseppe Moles per Forza Italia, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello e Roberto Formigoni per Ncd, Gianpiero D’Aliaper l’Udc, il leader dei Popolari Mario Mauro, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà,il segretario del PLI Giancarlo Morandi. A fine giornata, ha raggiunto il Centro filologico per il suo intervento il giornalista ed ex leader di Fare Oscar Giannino.Tra il pubblico, si è visto anche l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini.E poi tanti amministratori locali e giovani appassionati di politica che hanno voluto raccontare la loro idea di centrodestra dal palco della Leopolda blu.
“Sembrava di rivivere lo spirito del ’94 – spiega D’Onofrio – un appello che prescinde dalle singole appartenenze e che spinge a realizzare l’alternativa moderata di governo alla sinistra. Ma oggi a differenza di vent’anni fa, queste condizioni non ci sono. Su questo i ragazzi di Sveglia Centrodestra devono fare i conti”.
Rispetto al ’94, non c’è più il nemico comunista a compattare gli animi ma il Pd liberal di Matteo Renzi, fa notare il professore. Inoltre, “la Lega di Matteo Salviniè passata da una cultura secessionista a una di estrema destra, difficilmente componibile con le altre forze di centrodestra. E poi, anche se lo ritengo un fenomeno transitorio, bisognerà capire perché il M5S continua ad avere un così largo consenso”. Sono questi i temi da affrontare, secondo D’Onofrio, se si vuole davvero costruire l’alternativa di governo nella fase successiva della Leopolda blu, visto che come dice uno dei suoi promotori in un intervento su Formiche.net, Federico Cartelli,quello di sabato a Milano non è un punto di arrivo ma “un ingombrante punto di partenza”.
Di Francesco D’Onofrio, tratto da formiche.net del 20 ottobre 2014