EDUCATORI. BINETTI: APPROVARE LEGGE PER GARANTIRE COMPETENZE

(DIRE) Roma, 24 mar. – “C’e’ una strana polemica che in questi giorni si sta diffondendo tra gli educatori: quanto influisca il profilo formativo maturato attraverso gli studi universitari rispetto agli ambiti lavorativi in cui si potranno spendere le competenze e le conoscenze acquisite durante il percorso accademico. La polemica nasce dal fatto che ci si puo’ laureare come educatore professionale provenendo sia dalla Facolta’ di Medicina, che dalla Facolta’ di Scienze dell’Educazione, evidentemente con profili solo parzialmente sovrapponibili. La nuova legge in discussione alla Camera riconosce ad entrambi i profili la qualifica di educatore professionale, per distinguerli da quanti si attribuiscono il titolo di educatore senza avere alle spalle seri studi universitari. Ma distingue gli ambiti della successiva attivita’ professionale, proprio sulla base degli studi e dei tirocini fatti. In concreto, nell’area sanitaria per alcune categorie di pazienti si pongono degli obiettivi di particolare rilievo sotto il profilo della riabilitazione educativa o se si preferisce di una educazione ri-abilitante che richiede precise conoscenze e competenze, proprio per rispondere ai bisogni e alle esigenze dei pazienti”. Lo afferma l’onorevole di Area Popolare (Ncd-Udc) Paola Binetti, tra i presentatori della nuova legge. “E’ fondamentale qualificare sempre piu’ e sempre meglio l’ambito educativo proprio per le enormi responsabilita’ che ha nei confronti della societa’. Bambini e giovani, ma anche anziani e malati; immigrati di prima e seconda generazione, contesti propri del volontariato nel campo del disagio giovanile, ambienti sportivi e ambienti carcerari. Si dovrebbero trovare ovunque persone con specifiche competenze sul piano educativo, per offrire risposte ai bisogni della societa’ in termini di dialogo e di inclusione, senza violenze e senza fenomeni di bullismo e di prepotenza”, prosegue la Binetti. “Per questo auspichiamo che la legge venga approvata quanto prima, sottolineando l’assoluto bisogno di una competenza certificata e consolidata negli operatori, ma anche la giusta distinzione dei contesti alla luce dei rispettivi profili formativi. I recenti fatti di maltrattamento perpetrati ai danni di anziani e di giovani disabili, non solo richiedono una ferma condanna da parte di tutti noi, ma pongono una volta di piu’ il tema della formazione specifica di quel personale, che a conti fatti appare del tutto inadeguato a fronteggiare la delicatezza dei compiti svolti. Il mondo sanitario ha una sua complessita’ specifica che va affrontata negli anni della formazione per creare non solo conoscenze e competenze, ma anche abiti e modalita’ di relazione con soggetti spesso tutt’altro che facili da trattare. Laureare nel modo opportuno gli educatori significa garantire alla societa’ una serie di servizi di prim’ordine, a tutto vantaggio di quella coesione sociale di cui c’e’ estremo bisogno per lo stesso benessere sociale”, conclude la Binetti.