Gay: Binetti, sentenza Trento rivela ipocrisia unioni civili

(ANSA) – ROMA, 28 FEB – “Oggi il tribunale di Trento ha emesso una sentenza che contraddice totalmente l’attuale normativa italiana: ha riconosciuto pienamente la legittimità dell’utero in affitto per una coppia omosessuale. Due uomini che in questo modo hanno visto riconosciuta la loro paternità attraverso la pratica della maternità surrogata, ripetutamente bocciata anche dal parlamento europeo. Un intervento della magistratura che aggira e capovolge” la legge 40, “a cui la stessa Cirinnà aveva fatto più volte riferimento durante tanti dibattiti”. Lo afferma in una nota Paola Binetti, parlamentare dell’Udc. Interventi che, accusa Binetti, venivano svolti “per spiegare perché, essendo proibita in Italia la pratica dell’utero in affitto, la legge trattava solo dei diritti delle coppie omosessuali e quindi non consentiva nessun tipo di stepchild adoption. Evidentemente – sottolinea – si è trattato solo di un escamotage comunicativo. Si voleva evitare allora di dichiarare, con la crudezza con cui appare sempre più chiaramente, che sarebbero nati bambini senza madre, perché la madre stava diventando del tutto superflua in alcune circostanze concrete. L’opposizione all’utero in affitto con cui la maggioranza difese allora la legge era del tutto formale, strategica per ottenere consenso anche in quelle fasce della popolazione sostanzialmente contrarie alla stessa legge sulle unioni civili”. “Questo – conclude Binetti – sta diventando il governo in cui surrettiziamente si introducono principi e prassi del tutto contrari alla nostra storia e alla nostra tradizione. Si parla di diritti delle coppie omosessuali e si legge maternità surrogata. Si parla di testamento biologico e si legge eutanasia. Ormai le parole, i concetti non significano più quello che affermano di essere. Sono solo scorciatoie per cambiare radicalmente due capisaldi della vita di ognuno di noi: vita e famiglia, in nome di una libertà assoluta che non tiene alcun conto della legge naturale che continua a sussistere dentro di noi, nella nostra coscienza”.