Gay: Binetti (Udc), per favore, non rottamate le madri

(DIRE) Roma, 1 mar. – “A conti fatti sembra che si possa rottamare una madre e che di lei non ci sia piu’ un bisogno reale, ma non si possa rinunciare ad affittare l’utero necessario per portare avanti una maternita’ surrogata. O detto in altro modo si puo’ surrogare una madre, ma non si puo’ fare a meno di un padre”. Lo dice Paola BINETTI, deputata Udc. “La sentenza di Trento- osserva- continua a far parlare non solo perche’ e’ un evidente confusione di ruoli tra il potere del Parlamento, che e’ quello di far le leggi e quello della magistratura che e’ quello di farle rispettare. Il magistrato di Trento ha evidentemente aggirato tutta una serie di vincoli normativi, facendo della sua interpretazione l’unica vera fonte della legge. Non importa piu’ cosa dica la legge, ma cosa io credo che quella legge voglia o possa dire. L’ipertrofia del potere dei magistrati sta diventando veramente imbarazzante per il parlamento, sottoposto ad una doppia manovra usurante: da un lato il governo con i suoi decreti d’urgenza che impongono a gettito continuo nuovi temi e ritmi, dall’altro una magistratura eufemisticamente definita creativa, che abusa continuamente del suo ruolo, attribuendosi competenze che di fatto non le competono. Una volta il diritto positivo, le leggi emanate dal parlamento, dovevano misurarsi con una serie di criteri dettati dalla legge naturale, non scritti, ma ben presenti in scienza e coscienza al legislatore. Oggi, dal momento che il concetto di natura, soprattutto quello di natura umana, e’ costantemente messo in discussioni da teorie come quella del gender, ad esempio, non c’e’ piu’ spazio neppure per la legge naturale”