GIOCHI. BINETTI: FLOP SANATORIA MACCHINETTE, GOVERNO INTERVENGA

(DIRE) Roma, 1 mar. – “Oggi alla Camera si parla di legge sull’editoria, come ogni legge avra’ i suoi punti di forza e alcuni punti di criticita’ tutt’altro che irrilevanti. Ma vorrei segnalare un aspetto della stampa che merita di essere tenuto nella massima attenzione ed e’ il ruolo di un giornalismo onesto, coraggioso, in controtendenza, non allineato sul pensiero dominante e non schiacciato su linee di governo troppo spesso ambigue e confuse”. Lo dichiara in una nota Paola Binetti, deputato di Area popolare(Ncd-Udc). “Sto parlando di gioco d’azzardo, su cui giornali e talk show tacciono fin troppo, sottovalutando un problema dalla dimensioni crescenti, con alcune buone eccezioni. Mi riferisco all’editoriale di T. Mira con cui Avvenire, fin dalla in prima pagina, denuncia per l’ennesima volta tutta la mistificazione che ruota intorno al Gioco d’azzardo, che nonostante tutto continua a proliferare. La denuncia e’ chiara e secca: la sanatoria-bis dei centri scommesse illegali decisa dalla Legge di stabilita’ 2016 e’ un flop, peggiore di quella della precedente manovra economica. Alla scadenza del 31 gennaio le richieste di ‘regolarizzazione fiscale per emersione’ sono state solo 373, con un incasso di appena 3,7 milioni, briciole rispetto ai 500 milioni che il Governo aveva annunciato in sede di presentazione della Legge di Stabilita’. Il flop della sanatoria- spiega Binetti- e’ solo uno dei risultati negativi della Legge di stabilita’, anche l’annunciata riduzione del numero delle slot e’ clamorosamente smentito dai fatti. La norma prevedeva che dal 31 dicembre 2015 fosse bloccata la possibilita’ di macchinette aggiuntive. Alla fine e’ andata anche peggio perche’ si e’ arrivati a quasi 425mila ‘macchinette’, un numero record mai raggiunto in Italia con un incremento di piu’ di 80mila slot. Il Governo si sottrae alla responsabilita’ di rispondere a precise interrogazioni sul tema e il resto dei media tacciono, a tutto danno dei cittadini e, probabilmente, anche dell’erario”.