GOVERNO. BINETTI (AP): GUIDI E BOSCHI, SU ENTRAMBE C’È UN’OMBRA

(DIRE) Roma, 3 apr. – “La recente vicenda che ha condotto alle dimissioni del ministro Guidi pone una volta di piu’ al centro del dibattito politico il tema del conflitto d’interessi, ma anche la piu’ complessa responsabilita’ dell’esecutivo in materia di etica pubblica. Le contraddizioni ci sono e sono molte, anche se si e’ inclini a prenderne atto solo quando esplodono in modo vistoso e mediaticamente rilevante. Il governo in questa occasione ha perso una parte significativa della sua credibilita’ e non a caso i due ministri Guidi e Boschi sono affiancate nella ipotesi di sfiducia; nessuna di loro e’ indagata, ma su entrambe c’e’ l’ombra, e nel caso della Guidi qualcosa di piu’ di un’ombra, di aver voluto favorire la propria famiglia. Il compagno, il padre”. Lo afferma Paola Binetti, deputata di Ap, che aggiunge: “Eppure mentre ci si rende conto che trasparenza e meritocrazia debbono spingersi fino alle estreme circostanze, soprattutto quando il ruolo che si occupa e’ particolarmente prestigioso, ci si rende anche conto che la filiera dei nodi decisionali a cui si partecipa in virtu’ del proprio compito andrebbe valutata a priori, evitando di esporre le persone a prendere decisioni in cui potrebbero essere cosi’ direttamente coinvolte. Chi governa i processi ad un livello ancora piu’ alto dovrebbe prevedere il rischio ed evitare il coinvolgimento delle persone in decisioni in cui potrebbero essere anche solo sfiorate dal dubbio di anteporre interessi di parte ad interessi generali”. Poi, Binetti prosegue: “Che la Guidi e la Boschi siano tra i migliori ministri di questo governo e’ fuor di dubbio, cosi’ come era assolutamente fuor di dubbio la competenza del ministro Lupi e la sua intrinseca onesta’ nella gestione delle riforme che riguardavano il campo delle infrastrutture oltre che dei trasporti. Eppure il governo, questo governo, che intende essere il governo delle riforme e del rilancio del paese, si trova invischiato in questioni di etica pubblica che avrebbero potuto essere previste e gestite diversamente. Le dimissioni dell’uno o dell’altro forse erano necessarie, ma certamente non sono sufficienti a rilanciare il governo su di un piano in cui si giocano riforme strategiche, viziate dal sospetto del conflitto di interessi”. Per Binetti “il presidente Renzi sta affrontando molte riforme, forse troppe, in ambiti diversissimi tra di loro, che vanno dalla legge elettorale, al passaggio ad un modello che non ha piu’ nulla del bicamerale perfetto, nel campo delle unioni civili, del lavoro, della scuola, della salute. Forse e’ venuto il momento di rivedere tutti questi cambiamenti assumendo un punto di vista unitario, tanto semplice quanto fondamentale: quali vantaggi per il Paese, quali bisogni sono oggi soddisfatti piu’ e meglio di ieri, quale prospettiva si spalanca per il prossimo futuro. Ma soprattutto il Paese e’ migliore anche sotto il profilo etico? È convinto che valga la pena essere tutti un po’ piu’ onesti, un po’ piu’ trasparenti, un po’ piu’ meritocratici? Su queste domande il premier si gioca la partita del prossimi referendum”.1 (Com/Anb/ Dire)