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In prima pagina su Avvenire il “no” all’eutanasia | Binetti: difendere il valore sacro della vita

Oggi Avvenire, la storica e prestigiosa testata punto di riferimento per il mondo cattolico, ha pubblicato in prima pagina un articolo di straordinario rilievo a firma della senatrice e medico Paola Binetti, insieme ad altri autorevoli firmatari, intitolato “Eutanasia, un «no» a più facce. Un dibattito che segna il futuro del nostro Paese”.
Un editoriale che, nella sua lucida analisi giuridica e morale, è già diventato un canale di confronto per chi riconosce nell’Unione di Centro una voce politica coerente con i valori non negoziabili della dignità umana e della sacralità della vita.
Valori che proprio Avvenire, con il suo radicamento nel tessuto sociale cattolico italiano, continua a difendere con coerenza e forza civile.

Nell’articolo si evidenzia come il nostro Paese stia affrontando un passaggio epocale, segnato dalla proposta di introdurre – a livello regionale e nazionale – il suicidio assistito come diritto, sostenuto da alcuni partiti di sinistra e avallato da interpretazioni giurisprudenziali sempre più permissive.
La Corte costituzionale, nel respingere il caso “Libera” posto dal Tribunale di Firenze, pur confermando l’illiceità dell’omicidio del consenziente, ha lasciato uno spiraglio aperto sull’accompagnamento sanitario al suicidio assistito evocando di fatto un ruolo attivo del Servizio Sanitario Nazionale.
È in questo scenario confuso e divisivo che gli autori del contributo pongono un punto fermo, affermando con chiarezza che una società civile non promuove la morte ma si prende cura del dolore con responsabilità e amore fino alla fine.

Il testo pubblicato su Avvenire espone con precisione i tre capisaldi della posizione pro vita:

  1. Esclusione del Servizio Sanitario Nazionale da ogni procedura di suicidio assistito.
  2. Limitazione dell’impunibilità per chi aiuta a morire ribadendo che resta un atto illecito.
  3. Potenziamento delle cure palliative e della terapia del dolore come diritto reale e concreto da rendere effettivamente esigibile su tutto il territorio nazionale.

La posta in gioco, si legge nell’articolo, è altissima: non si tratta solo di scegliere tra due testi normativi ma tra due visioni opposte di società.
Da un lato quella che legittima l’abbandono delle vite fragili, dall’altro quella che crede che ogni vita – anche nella sofferenza – sia degna di essere vissuta, amata e accompagnata.

La politica potrebbe proteggere e curare fino alla fine.
In linea con questo impegno, l’Unione di Centro sostiene con determinazione la Proposta di Legge n. 2344 depositata dall’On. Lorenzo Cesa e appoggiata dalla Sen. Paola Binetti. Si tratta di un atto di umanità che interviene sulla L. 38/2010 per ampliare le tutele alla vita senza arretramenti ideologici né compromessi di convenienza.
Le modifiche proposte sono un impegno concreto per rendere più umano il vivere fino all’ultimo respiro riaffermando che ogni vita è sacra, dal primo all’ultimo istante.

In un tempo in cui il dibattito etico rischia di smarrirsi nelle maglie dell’ideologia, la Pdl depositata dal Presidente Nazionale dell’UdC vuole riportare al centro la persona e la sua inviolabile dignità fino all’ultimo respiro.

Leggi l’articolo pubblicato in prima pagina su Avvenire

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