Istat: Binetti (Udc), per far venire al mondi bimbi servono fatti concreti

(DIRE) Roma, 7 mar. – “I dati Istat nella loro asciutta eloquenza ci dicono che al 1 gennaio 2017 gli italiani sono diminuiti dell’1,4 per mille; che la natalita’ conferma la tendenza ad una ulteriore riduzione rispetto al 2015: 474.000 contro i precedenti 486.000. Per avere un indice natalita’ pari all’attuale occorre risalire al 1936, ossia ad 80 anni fa. Non stupisce quindi che il cosiddetto saldo naturale (nascite-decessi) sia negativo per oltre 134.000 unita’”. Lo afferma Paola Binetti, deputata UDC, che continua: “Ma quel che lascia realmente delusi e amareggiati rispetto alle scelte politiche in campo demografico di tutti, ma proprio di tutti, gli ultimi governi, compreso l’attuale, sono le promesse puramente velleitarie che seguono ad ogni denunzia. Un esempio plateale e’ l’impegno assunto dal governo con la legge di stabilita’ 2017 nei confronti del tanto decantato Bonus Bebe’. L’assegno spetta ai nuclei familiari in cui sia presente un figlio, nato o adottato o in affido temporaneo, tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, con un ISEE non superiore a 25.000 euro”. Per la centrista “e’ in questa cifra che si nasconde tutta l’insidia di una promessa che non puo’ certo modificare l’atteggiamento delle giovani coppie verso la genitorialita’. Si tratta di nuclei familiari con un reddito medio mensile che supera di poco i 1000 euro, in una condizione lavorativa precaria, con contratti a termine e probabilmente pagati con i famosi voucher. Tutele per la maternita’ forti sulla carta e deboli nei fatti. Difficile ribaltare un dato come quello confermato per l’ennesima volta dall’Istat: l’Italia non e’ un Paese per bambini”. “In questa legislatura- prosegue BINETTI- ci avevamo creduto davvero molto al pacchetto di misure a favore delle famiglie, a cominciare dalle famiglie giovani che potrebbero sentirsi incoraggiate ad avere figli, come moltissime desidererebbero se non fossero spaventate da una forbice che taglia drasticamente le loro legittime aspirazioni: da un lato non c’e’ lavoro e se c’e’ e’ precario, e quando e’ precario e’ anche mal retribuito. Dall’altro la rete dei servizi e’ assolutamente insufficiente, se e’ vero quanto afferma l’Istat che ci sono posti negli asili nido solo comunali solo per un 24% di bambini e gli altri debbono affrontare costi proibitivi per le giovani famiglie”. Per BINETTI “a tutto cio’ occorre aggiungere che l’INPS non ha ancora reso operativa la norma di bilancio 2017, creando un’ulteriore livello di ansia nelle giovani madri che il bambino lo hanno appena avuto o lo stanno per avere. Non e’ cosi’ che si fanno politiche demografiche serie; non e’ a chiacchiere che si incrementa la natalita’. Servono fatti concreti, perche’ i bambini hanno bisogni fondamentali che vanno dalla alimentazione all’igiene personale, dalle cure quando si ammalano a un supporto sociale reale per permettere alle madri piu’ fortunate di riprendere il lavoro dopo appena tre mesi. Ma i bambini sono una enorme risorsa per tutta la societa’ e la politica farebbe bene ad occuparsene prima, piu’ e meglio di quanto non sia stato fatto finora”.