L. Elettorale: Binetti (Udc), sta diventando un gioco d’azzardo

(DIRE) Roma, 25 mag. – “In tutto questo discorrere di vari modelli di legge elettorale, sembrano evidenti due tipi di calcolo e quindi di proiezione dei dati e di conseguente previsione dei risultati. Ma resta sullo sfondo quella straordinario e imponderabile elemento che si chiama fattore umano, e che spesso rende imprevedibili anche i risultati che alla vigilia sembravano piu’ sicuri. L’antipolitica forse ha perso di aggressivita’, ma si e’ andata trasformando in un cinismo rassegnato, in cui la sfiducia dei cittadini copre l’intero arco parlamentare”. Cosi’ Paola BINETTI, parlamentare Udc. “Il pericolo- aggiunge- e’ sempre meno il voto di protesta, che e’ stato la fortuna del M5S, e prende le forme subdole dell’assenteismo, della scheda bianca o di neoformazioni difficili da identificare con la necessaria chiarezza. Allo stato attuale nel Parlamento le domande piu’ frequenti sono di due tipi: quanti parlamentari, vecchi o nuovi, potrebbero esserci per ciascuno dei partiti o dei gruppi oggi presenti. Mentre la domanda successiva riguarda il possibile schieramento di governo: che tipo di governo potrebbe emergere dalle nuove elezioni, piu’ a destra, a sinistra, o cinquestelle; con quali obiettivi e con quale stile di governo. L’attenzione si concentra sul Pd e sui Cinquestelle, con la variabile tutt’altro che indifferente dell’area che ruota intorno a Berlusconi. Ma un certo interesse continuano a sollevarlo anche i cosiddetti partiti minori, di cui preme prima di tutto capire con chi si schiereranno e da che parte si collocheranno”. “Per paradossale che sembra- continua Paola BINETTI- nessuno ha risposte certe per nessuna di queste domande, eppure la legge elettorale dovrebbe approdare in Parlamento il 5 giugno. Nessuno sa cosa gli convenga di piu’, neppure per quanto riguarda la soglia di sbarramento: 3 o 5, soli o in coalizione, dal momento che allo stato attuale dei fatti poche cose sono chiare come quella che nessuno avra’ il 40% dei voti. La litigiosita’ interna del Pd e’ un fatto evidente, e non gli consentira’ di portare in Parlamento un numero di parlamentari simile all’attuale; ma l’incapacita’ ad aggregarsi dell’area del centro e del centro-destra ne e’ l’equivalente e non gli consentira’ di raggiungere risultati competitivi. Il M5S si sta arrampicando sugli specchi anche per candidarsi ad essere il partito dei cattolici italiani, sia pure quelli francescani, ma su questo fronte non riesce proprio a convincere. E cosi’ ci si trastullera’ ancora per alcuni giorni, pochi per lo piu’, per cercare di capire quale sia la formula magica, con cui si potrebbe vincere. Ma sara’ comunque un vero e proprio gioco d’azzardo”.