L.stabilità: Binetti,pensare a giovani fuori da mondo lavoro

ANSA) – ROMA, 5 OTT – “Il dibattito sulle riforme istituzionali al Senato sembra procedere con i ritmi previsti, nonostante sulla sua strada si alternino ostacoli di ogni tipo”. Lo afferma Paola Binetti, deputata di Area popolare (Ncd- Udc). “La riforma che il Paese attende con un interesse ancora più concreto – aggiunge – è quella che riguarda l’effettiva ripresa dello sviluppo economico, attraverso una serie di misure che riaprano le opportunità di occupazione non solo ai giovani ma anche ai cinquantenni, parcheggiati in attesa di tempi migliori che stentano ad arrivare”. “La stampa – aggiunge – rilancia ogni giorno notizie che, mentre accendono nuove speranze nelle famiglie, si scontrano poi sul piano della verifica diretta della carenza pressoché assoluta di nuove opportunità di lavoro. Migliora la condizione di chi aveva già un lavoro a tempo determinato o come precario, perché tocca con mano la possibilità di una effettiva stabilizzazione, ma non migliora la condizione di quei giovani che non erano e non sono ancora riusciti ad entrare nel mondo del lavoro2. “E’ l’osservazione che emerge con più forza, ogni volta che incontro i giovani tra i 25 e i 35 anni – aggiunge -, ogni incontro con loro è una lunga accorata richiesta di lavoro. Qualunque lavoro e non stupisce che questa richiesta si trasformi velocemente nella recriminazione di un diritto negato. La prossima legge di stabilità può essere una opportunità concreta, il rilancio di alcune delle grandi opere può costituire un’altra opportunità, il family act presentato da Area popolare, può ulteriormente contribuire a creare nuove opportunità”. “Serve però – conclude – una visione strategica che trasformi concretamente i nuovi indicatori positivi a cui il governo si riferisce nei suoi interventi mediatici in una serie di effettive occasioni di lavoro, anche attraverso una defiscalizzazione molto più coraggiosa che trasformi in incentivi economici alle imprese tutte le opportunità offerte ai giovani.Bene l’abolizione della tassa sulla prima casa, ma a volte verrebbe voglia di chiedere l’abolizione della tassa sul primo lavoro”.