Lavoro, Binetti (Ap): per rilancio integrare università-imprese

Roma, 19 apr. (askanews) – “C`è un ottimismo ostentato, soprattutto in tv, che è davvero difficile difendere davanti a due dati di fatto: da un lato l`esperienza concreta dei giovani che continuano a cercare lavoro senza trovarlo, e se lo trovano è decisamente di basso profilo rispetto al proprio iter formativo; dall`altro i dati oggettivi dell`osservatorio sul precariato dell`INPS. E` di oggi la notizia che complessivamente le assunzioni a febbraio 2016 siano state 341.000, con un calo di 48.000 unità (-12%) sul febbraio 2015. Anche a gennaio di quest`anno il calo era risultato del 17%. Un vero e proprio rallentamento dei presunti indici di ottimismo forzato a cui a volte siamo indotti. Contrariamente a quanto annunciato, promesso e sostenuto dal Jobs Act il rallentamento ha coinvolto essenzialmente i contratti a tempo indeterminato. La crudezza dei numeri può essere tradotta nell`esperienza della fatica quotidiana con cui si imbattono i giovani, anche quelli con profili culturali più evoluti sul piano delle conoscenze e delle competenze”. Lo afferma in una nota l`onorevole di Area popolare (Ncd-Udc) Paola Binetti che continua: “In questa giungla ostile di dati si innestano le parole del ministro Padoan, che oggi si è detto disponibile a riprendere il discorso sulle pensioni. A suo avviso corriamo il rischio che ci sia una intera generazione di giovani che non avrà mai una pensione, perché non avrà potuto lavorare quando sarebbe stato giusto per loro e per l`intera società. L`ottimismo di maniera che ignora la concretezza del disagio giovanile può sfociare in decisioni drammatiche che vanno assolutamente prevenute con un cambiamento radicale nelle politiche del lavoro e con un rilancio deciso sugli incentivi per chi crea posti di lavoro; per chi si mette in gioco con una prospettiva imprenditoriale capace di rilanciare in Italia e dall`Italia un made in Italy più adeguato al nostro tempo. Magari riscoprendo nuovi modelli di integrazione tra università e impresa”, conclude Binetti.