Le anticipazioni sulla nuova “rottamazione quinquies” contenuta nella Legge di Bilancio 2026 destano forti perplessità per l’effetto paradossale che potrebbero produrre.
Secondo la formulazione attualmente ipotizzata, la norma consentirebbe l’adesione soltanto ai contribuenti decaduti dalla precedente “rottamazione quater”, escludendo invece coloro che hanno finora rispettato puntualmente i pagamenti.
In altri termini: chi non ha versato le somme dovute potrebbe rientrare nella nuova definizione agevolata, mentre chi ha rispettato la legge e le scadenze resterebbe escluso da condizioni più favorevoli.
Un’impostazione che finirebbe per premiare i meno virtuosi e penalizzare i contribuenti onesti, rappresentando una chiara distorsione del principio di equità fiscale.
Molti osservatori, tributaristi e rappresentanti di categoria — tra cui associazioni di professionisti e imprese — stanno già segnalando l’incongruenza e chiedono una correzione.
In particolare, si propone un emendamento che permetta anche a chi ha regolarmente adempiuto alla “rottamazione quater” di accedere alla nuova misura, o che quantomeno preveda un meccanismo di compensazione per gli importi già versati:
“È consentita l’adesione alla definizione agevolata di cui alla presente disposizione anche ai contribuenti che risultano in regola con i pagamenti della definizione agevolata di cui all’articolo 1, commi 231 e seguenti, della legge n. 197/2022 (cosiddetta rottamazione-quater), previa facoltà di conguaglio o compensazione degli importi già versati.”
Riccardo Bizzarri
Responsabile Nazionale UDC Economia e Fisco



