Libia: Casini, l’Isis si avvicina troppo all’Italia

‘Sarebbe come avere una bomba atomica innescata vicino casa’ (ANSA) – ROMA, 01 DIC – “Per l’Italia il trasferimento in Libia del Califfato sarebbe come avere una bomba atomica innescata a pochi chilometri da casa”. Lo dice a Qn Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato, sottolineando che il rischio che lo Stato Islamico si sposti da Siria e Iraq per stabilirsi nel Nord Africa è concreto. “Ci sono segnali che vanno in questo senso. La concezione statuale dell’Isis non si basa sul territorio, ma su dove si trovano i suoi adepti. La Libia è un territorio vergine. Cosa c’è di meglio che ripararsi in una realtà così ospitale, dove non esiste uno Stato e non ci sono pressioni internazionali?”. I rischi per l’Italia “sarebbero enormi”, afferma: “Saremmo esposti alla criminalità più minacciosa. Nessun terrorista dell’Isis, se decidesse di raggiungere l’Italia, arriverebbe sui barconi, ma il pericolo di infiltrazioni c’è. Una Libia stabile è quello per cui stiamo lavorando in queste ore”. “In Libia c’è una guerra per procura. Tobruk è sostenuta da Egitto e Arabia Saudita, mentre Tripoli ha alle spalle Qatar e Turchia. Questi Paesi hanno obiettivi diversi e intanto l’instabilità è aumentata”. Quanto alla lotta all’Isis, “con i radar oggi si vede tutto”, dice Casini. “Ci sono migliaia di autobotti di petrolio che provengono dal Califfato e che non hanno subito alcun bombardamento. Più di 250 pozzi di petrolio sono nelle zone occupate dallo Stato Islamico, ma non hanno subito danni. A questi si sono aggiunti il traffico di reperti archeologici e di droga. Dobbiamo stroncare queste fonti di finanziamento se vogliamo fermare i jihadisti. I raid finora sono stati inefficaci o puramente simbolici”.(ANSA).