Malato sla: Binetti (UDC), scelte personali vanno rispettate, caso Treviso apre interrogativi su Ddl testamento biologico

Il deputato UDC accende riflettori su sospensione idratazione-nutrizione: Udc contraria.

“Mentre alla Camera la XII Commissione dibatte in un clima dai toni accesi e non sempre incline al dialogo il disegno di legge sul Testamento biologico, a Treviso Dino Bettamin, 70 anni, macellaio di Montebelluna malato di Sla da cinque, ha chiesto di poter dormire fino all’arrivo della morte, senza più soffrire. E’ stato assecondato con la sedazione palliativa, prevista dalla legge sulle Cure Palliative, votata dal Parlamento all’unanimità 7 anni fa. Il paziente aveva espresso contestualmente anche il rifiuto di qualsiasi trattamento, compresa la nutrizione artificiale. E’ stato accontentato e l’uomo, come era facile prevedere, è morto ieri. Molti giornali hanno affermato che il suo è il primo caso di “sedazione profonda” somministrata ad un malato di Sla. Ma non è affatto semplice capire se il paziente è morto perchè era stato sedato profondamente o se la causa della sua morte va fatta risalire alla sospensione della nutrizione e della idratazione. Fatto salvo il massimo rispetto per le scelte di un uomo malato da tempo, la questione appare quanto mai di attualità in questa fase del dibattito parlamentare sulle DAT.” Lo afferma Paola Binetti, deputato dell’UDC, che continua: “Secondo gli infermieri che se ne prendevano cura attraverso l’assistenza domiciliare, il paziente presentava una forte angoscia che non era possibile trattare con i farmaci consueti; secondo sua moglie era perfettamente lucido e sapeva che gli rimanevano pochi giorni di vita, ma non ha voluto essere staccato dal respiratore, perché temeva di morire soffocato. La sedazione sembrava l’unico modo per lenire le sue sofferenze e ridurre il suo disagio. Ma proprio questo caso ci obbliga a riflettere sulla estrema delicatezza con cui vanno affrontate situazioni complesse per le quali la legge non può offrire soluzioni univoche. In questo caso la legge sulle cure palliative, approvata nel 2010, si intreccia con la legge sul testamento biologico, non ancora approvata dal Parlamento, che pone questioni ancora irrisolte proprio sul piano della nutrizione e della idratazione, che come appare evidente anche in questa caso possono essere tra le cause più significative del decesso”.