Migranti: Binetti (Ap), bene Alfano, vita più forte di morte

(ANSA) – ROMA, 26 MAG – “La tragedia di ieri al largo della Libia racconta una storia di coraggio e di spirito di iniziativa; una storia tutto sommato a lieto fine, che scaturisce direttamente dalla nostra cultura per cui la persona al centro, significa anche le persone prima degli accordi europei, prima di sapere cosa faranno gli altri, prima di capire se avremo i mezzi per prende cene cura. Ã una cultura antica come la nostra stessa storia romana, non a caso Enea partì da Cartagine verso Roma, non ancora fondata. Proprio per fondare una grande città è una grande civiltà. Accogliendo loro oggi, restituiamo a quelle coste quell’aiuto che quasi tremila anni fa ci hanno dato”. Lo afferma Paola Binetti di Area popolare (Ncd-Udc) che continua: “I migranti di oggi sono i nostri antenati di ieri. Ã questo ci dà continuità di affetti, di valori e di cultura, più di quanto non appaia ad uno sguardo superficiale. Dà senso alla nostra civiltà e alla nostra umanità, a prescindere da quello che dicono e fanno gli altri. Per questo Alfano è riuscito a mantenere la barra dritta dell’accoglienza e della solidarietà quando altri invocavano politiche di respingimento e -non dimentichiamolo- di indifferenza. L’appartenere ad una unica razza, l’avere radici comuni, il sognare gli stessi obiettivi per sé, per i propri figli e per la propria famiglia, crea una immediata e concreta corrente di simpatia e di condivisione. Per questo non ci sentiamo eroi neppure quando salviamo oltre 500 persone, che stanno per fare naufragio. Ci sentiamo semplicemente uomini, o meglio semplicemente donne mentre pensiamo a quella mamma morta pur di salvare la propria bambina di soli nove mesi. Così è la vita, più forte della morte e delle difficoltà, della fame e della disperazione”, conclude. (ANSA).