Migranti: Binetti, è fatto strutturale, serve pianificazione

(ANSA) – ROMA, 7 GEN – “Sono molti i fatti concreti che stanno rimettendo in primo piano il tema della immigrazione: dalle prime tragiche vicende del 2016 con il suo carico di morti in mare aperto allo sgradevole e squallido episodio della notte di Capodanno a Colonia. Dalla chiusura della frontiera tra Danimarca e Svezia alla rimessa in discussione del trattato di Schengen; dai crescenti controlli in fatto di sicurezza, alle misure recentemente annunziate dal Comune di Milano, che considera gli immigrati come ospiti delle famiglie milanesi, i cui costi sono a carico del Comune. Ci stiamo tutti convincendo, un po’ alla volta, che i flussi di immigrati sono un dato strutturale: ci saranno sempre e continueranno ad aumentare perché l’uomo sarà sempre alla ricerca di migliori condizioni di benessere per sé e per la propria famiglia”. Lo afferma Paola Binetti di Area popolare-UDC sottolineando che “evidentemente non si può parlare di emergenza ma di un fenomeno strutturale che però va pianificato, progettato e gestito perché possa dare i migliori risultati possibili. Ed è proprio questo che finora è mancato e al di là della gestione dell’emergenza, non si vedono proprio iniziative efficaci a carattere strategico”. “Continuano a far notizia – prosegue Binetti – le persone che muoiono, la violenza e l’aggressività, spesso scaturite dalla paura o dall’indigenza strema, l’assoluta precarietà delle condizioni di vita. Ma noi vorremmo che a livello europeo, cominciando dall’Italia, si mettesse in primo piano il tema dei diritti umani, a cominciare dal diritto alla vita, a mantenere unita una famiglia, il diritto allo studio per le nuove generazioni e il diritto al lavoro, per i più grandi. Durante l’anno del Giubileo della Misericordia non possiamo restare indifferenti davanti ad una storia che è ampiamente prevedibile nei suoi sviluppi: gli arrivi vanno previsti e preventivati, individuando luoghi e circostanze concrete che non si esauriscano nella prima accoglienza, ma che lascino spazio alla iniziativa personale di chi cerca un’occasione di riscatto per riaffermare la sua dignità. Per questo vorremmo che anche la stampa desse maggiore visibilità alle buone pratiche con cui tante persone appena arrivate cercano di inventare con sana creatività e con un pizzico di fantasia il loro lavoro, utilizzando categorie diverse da quelle nostre, purchè siano legali!”.(ANSA). PDA 07-GEN-16 16:27 NNNN