Migranti: Binetti (Udc), attenzione al traffico di organi

(DIRE) Roma, 11 mag. – “Approvata oggi la ratifica del trattato internazionale, sottoscritto a Santiago de Compostela lo scorso anno, che pone ulteriori limiti al traffico di organi umani. La cultura dei trapianti e’ una delle frontiere piu’ avanzate della medicina e la normativa italiana e’ tra quelle piu’ e meglio rispondenti alla dignita’ della persona umana, al rispetto per la vita e ai progressi tecno-scientifici. Ma in parallelo a tanti sforzi positivi in questi ultimi anni si e’ purtroppo sviluppata la rete del commercio illegale: un sistema sempre piu’ organizzato ed efficiente del traffico di organi. Sono coinvolti broker internazionali che fanno da tramite tra le strutture clandestine dove si eseguono i trapianti, i pazienti che intendono acquistare un organo e chi e’ disperatamente povero al punto di venderlo. L’ultima frontiera segue anche il flusso dei migranti. In Libia i broker lavorano con sedicenti Ong per avvicinare persone che non hanno il denaro per pagare un passaggio in mare e propongono loro di vendere un rene in cambio di un posto su un barcone. Di fronte a tutto cio’ non e’ ammissibile l’indifferenza.” Lo afferma l’onorevole Paola BINETTI, Udc, che continua: “Il traffico di organi umani puo’ avvenire con il consenso del soggetto, perche’ si trova in condizioni di poverta’ estrema, ma puo’ avvenire anche attraverso forme di tortura rivolte a condannati a morte, a prigionieri di guerra, persone ammassate negli attuali campi di accoglienza. Sappiamo di minori non accompagnati che scompaiono e cadono nelle mani di trafficanti di organi, con un destino che spesso si conclude con la morte. Ce lo confermano anche le immagini diffuse da alcuni migranti sopravvissuti alla traversata in cui si vedono i cadaveri di adulti e bambini, solcati lungo tutto il torso da tagli e cuciture improvvisate. Le testimonianze raccontano di reni, fegati, cornee e cuori estratti da persone piu’ o meno anestetizzate, spesso inconsapevoli, per rivenderli poi sul mercato nero degli organi. Un giro d’affari globale che, la fondazione Global Financial Integrity, frutta ai gruppi criminali fino a 1,4 miliardi di dollari l’anno. La rete del commercio illegale e’ l’ultima frontiera dello sfruttamento umano. Per questo e’ necessaria una forte intesa internazionale per contrastare queste moderne forme di schiavitu’ in cui i piu’ ricchi, spesso tecnologicamente piu’ avanzati, continuano ad arrogarsi diritti su persone piu’ povere che vivono in paesi piu’ poveri… E’ urgente intervenire in questa fondamentale frontiera dei diritti umani”.