Si chiude oggi la Festa dell’Udc. Il segretario De Poli: «Alle elezioni nel centrodestra con il nostro simbolo»
ANGELO PICARIELLO
Sarà il segretario Antonio De Poli a chiudere stamattina la Festa nazionale dell’Udc – Unione di Centro. Una due-giorni di incontri, a Roma, presso il Centro Congressi Crowne Plaza Roma-St. Peter’s, in via Aurelia Antica, intitolata “L’Italia ha bisogno di te”, che ha spaziato dai temi politici a quelli sociali tradizionalmente più cari ai centristi: famiglia, natalità, anziani, fiscalità.
Senatore De Poli, il nodo centrale è diventato Vannacci. Sì o no all’alleanza?
I nostri valori non sono in vendita. A Vannacci che parla di classi separate per i disabili e nega il femminicidio, diciamo “no, grazie”. Noi dell’Udc abbiamo una storia, un’identità valoriale che non ha nulla a che vedere con posizioni estremiste e populiste. Se poi dovesse esserci una conversione sulla via di Damasco, allora staremo a vedere. Ma a oggi, Futuro nazionale sta all’opposizione e ha votato finora insieme alla sinistra contro il Governo. Partiamo da un dato: quello sull’astensionismo. Alle ultime Politiche un elettore su 3 non è andato a votare. È quell’elettorato moderato, deluso dalla politica degli slogan urlati e dei reels fatti con l’Intelligenza artificiale: ecco perché crediamo che il futuro del Centrodestra passi per la capacità di parlare a chi oggi non si sente rappresentato. Si vince guardando al Centro, non agli estremi.
Sul fine vita che cosa sta accadendo nel centro destra? Fdi non vuole la legge e Fi e Lega fanno da sole nelle regioni?
Sul fine vita, in entrambe le coalizioni, è in atto un dibattito interno essendo un tema trasversale che interroga le coscienze di ciascuno. Noi stiamo dalla parte della vita. Dobbiamo evitare una normativa a macchia di leopardo, ma partendo da un principio: il Servizio sanitario nazionale deve continuare nella sua missione principale, che è garantire il diritto alla cura, non alla morte.
Quando lo Stato legifera su certi temi, stabilisce anche quali valori intenda tutelare e quale tipo di persona e di società voglia affermare. Nel momento in cui si arriva a mettere sullo stesso piano la scelta di vivere e quella di morire, le conseguenze culturali possono essere profonde. La nostra proposta, come partito – in Senato ho presentato un disegno di legge in tal senso – è di implementare le cure palliative. Dobbiamo fare i conti con il grande senso di solitudine che le persone possono attraversare. Tanto è stato fatto, ricordo che il Governo ha aumentato il finanziamento delle cure palliative a 120 milioni l’anno, ma bisogna fare di più.
Quale contributo darete alla coalizione di centrodestra?
Il nostro contributo è quello di ricomporre e unire. L’Udc vuole essere una casa capace di accogliere energie civiche e popolari nella coalizione di centrodestra, facendo da catalizzatore per tutte quelle esperienze che si riconoscono nella nostra area culturale. Le nostre priorità sono chiare: natalità, famiglia, sostegno al ceto medio, politiche per la casa, anziani, politiche sociali e disabilità. Ma dobbiamo investire soprattutto sui giovani. Ogni anno formiamo in Italia capitale umano per un valore stimato di 16 miliardi, che troppo spesso prende la strada dell’estero. In altre parole, formiamo i nostri talenti e poi li regaliamo al mondo. È un’emorragia che un’economia della conoscenza non può permettersi, come ha sottolineato anche il presidente del Cnel Brunetta.
Sul fronte della disabilità, dopo la tragedia di Pietralata, è ancora più urgente che il Parlamento approvi la legge sui caregiver, oggi ferma alla Camera. Sono temi che riguardano la vita concreta delle persone e non possono essere ingabbiati dentro gli schieramenti politici.
La legge elettorale. Sulle preferenze non serviva più coraggio?
Dopo 35 anni di immobilismo e tante chiacchiere, grazie a un emendamento unitario del centrodestra, è passata una battaglia storica dell’Udc sulle preferenze. Questi sono i fatti. La norma migliora il quadro normativo attuale e sottrae potere alle segreterie di partito con le liste bloccate. Credo che sia un bel risultato per chi come noi crede nell’importanza della rappresentanza del territorio. Un punto di partenza che va nella direzione di restituire ai cittadini il diritto sacrosanto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.
Pensate a qualche alleanza per le elezioni politiche? Tajani si è detto interessato…
Con la normativa che si va prefigurando, a oggi, noi presenteremo le liste Udc con lo Scudo crociato in tutta Italia nell’ambito dell’alleanza di centrodestra a sostegno di Giorgia Meloni. Lo faremo con la consapevolezza che, oggi più che mai, in una stagione in cui il dibattito politico assomiglia a uno scontro tra tifoserie, c’è bisogno di più equilibrio, ragionevolezza. Di più Centro.



