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Paola Binetti “Figli in provetta ma senza padre: un vuoto pericoloso”

Il 22 maggio 2025 la Corte Costituzionale ha emesso due sentenze che stanno già alimentando un acceso dibattito tra giuristi, medici, educatori e politici.
Al centro della discussione la procreazione medicalmente assistita (PMA) e il destino dei bambini concepiti in laboratorio.
Le pronunce affrontano due casi emblematici e profondamente diversi:

  • Un bambino nato da fecondazione eterologa in una coppia femminile omosessuale può essere riconosciuto anche dalla madre intenzionale?
  • Una donna single può accedere alla PMA per avere un figlio da sola?

Le due sentenze della Corte hanno accolto l’equiparazione tra madre biologica e madre intenzionale valorizzando la stabilità affettiva della coppia omogenitoriale.
Hanno invece negato l’accesso alla PMA per le donne single ribadendo la centralità della figura paterna nel progetto procreativo.

Tra le voci più autorevoli a commentare le sentenze c’è Paola Binetti, senatrice, medico e neuropsichiatra infantile, che lancia un chiaro allarme etico e psicologico “La mancanza del padre è una scelta degli adulti sulla pelle del bambino.”
Per Paola Binetti equiparare madre gestazionale e madre intenzionale è una forzatura giuridica e concettuale che rischia di alterare il quadro educativo e affettivo del bambino.
“Tanto amore, ma non tutto l’amore che il bambino avrebbe potuto desiderare.”
Nell’intervista rilasciata al quotidiano Avvenire, la senatrice denuncia come queste sentenze eliminino di fatto la figura paterna, introducendo un modello di famiglia che prescinde dal dato biologico e non considera i bisogni identitari del minore.
Paola Binetti avverte:
“La figura paterna è stata programmata come assente.
Questa non è libertà per il bambino è libertà degli adulti.”
Un vuoto che – sottolinea – potrebbe emergere con forza durante l’adolescenza, quando il bisogno di conoscere le proprie origini diventa centrale nel processo di costruzione dell’identità personale.

Per approfondire il tema leggi l’articolo integrale di Paola Binetti pubblicato su Avvenire.

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