Pd: Binetti (Udc), scissione ennesimo fallimento politica renziana

Attenzione ad ulteriore capitombolo con Dat, legge forzata e mal fatta
(DIRE) Roma, 20 feb. – “Alla fine la scissione del Pd e’ diventata un fatto di cui tutti dobbiamo prendere atto e da cui per gli stessi protagonisti della rottura e’ impossibile fare marcia indietro. La domanda che incombe con maggiore urgenza su tutto il Paese e’ una sola: questo significhera’ consegnare il Paese ad un futuro governo del M5S, con conseguenze analoghe a quanto sta accadendo a Roma in questi ultimi sei mesi? Ossia una sagra del gossip politico amplificata a livello planetario; nessuna risposta ai problemi concreti della citta’; tensioni interni che non hanno nulla da invidiare a quelle del Pd; questioni di etica pubblica sistematicamente sottovalutate, fino a generare un ulteriore balzo in avanti della corruzione dilagante, tipica di una certa amministrazione. Perche’ questo e’ lo scenario terribile che potrebbe seguire alla scissione del Pd, con un centro destra incapace di ritrovare il senso della sua dignita’ politica; continuamente incalzato dai suoi particolarismi interni, che generano fratture su fratture, fino al rischio della irrilevanza sul piano della mediazione politica. Cosa che a questo punto potrebbe accadere anche ai due soggetti emergenti dalla scissione del Pd. Venuto meno il principio unificatore, c’e’ il rischio di ulteriori frammentazioni correntizie. Possiamo immaginare l’intero panorama politica italiano come uno scenario in cui un virus maledetto agisce innescando continui processi di scissione e di frammentazione, con perdita della identita’ valoriale di ognuno dei soggetti che storicamente hanno governato il Paese finora. Una malattia contagiosa, grave e apparentemente incurabile. Ci manca l’energia morale, indispensabile per generare un nuovo soggetto politico, all’altezza della sfida di questi tempi, un soggetto che inverta la tendenza alla scissione e rilanci invece il bisogno di stare insieme, unite, nell’interesse del Paese, per governare il Paese.” Lo afferma l’onorevole Paola BINETTI, UDC, che continua: “Oggi che tutti si separano, perche’ la prepotenza di uno rende impossibile agli altri, individuare spazi di collaborazione nel rispetto delle propria identita’, serve una cultura di governo nuova, che sappia ascoltare ed integrare le difficolta’ in uno sforzo di sintesi positivo e costruttivo. Anche nel lavoro delle commissioni ilPd deve rinunciare ad un approccio totalmente autoreferenziale, che tende ad ignorare completamente le argomentazioni degli altri, fossero pure alleati di governo. E’ quanto sta accadendo ora in XII commissione a proposito delle DAT. L’ostinazione di una maggioranza che ignora totalmente le ragioni dell’altro, degli altri a dire il vero, non promette nulla di buono a livello politico, perche’ e’ la negazione stessa della buona politica, dell’arte di ascoltare e di mediare. La crisi del Pd nasce anche da atteggiamenti i questo tipo, chi governa in un determinato momento puo’ imporre tutto con la forza dei numeri, nonostante il dissenso interno. Ma si tratta davvero di una vittoria di Pirro, come e’ accaduto per tutte le leggi di questo governo, a cominciare dalle famose riforme costituzionali. Per volere troppo e a tutti i costi, il fallimento che c’e’ stato ha mostrato come l’arroganza non paga e pone le basi per una disfatta successiva. Speriamo che ognuno sappia trarre i dovuti spunti di riflessione anche da questo ennesimo fallimento della politica del Pd!”.