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Pnrr | Antonio De Poli: L’Italia sceglie la politica del fare

Stamani in aula al Senato sono intervenuto in dichiarazione di voto sul provvedimento sugli interventi infrastrutturali e sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che rappresenta un passaggio decisivo per il futuro del nostro Paese.

L’obiettivo è chiaro: imprimere un’accelerazione seria, efficace ed equilibrata alla realizzazione degli investimenti previsti dal PNRR, trasformando le risorse europee in cantieri, infrastrutture, occupazione e sviluppo.

Il Next Generation EU, nato all’indomani della pandemia che ha segnato profondamente le nostre comunità, ha mostrato il volto migliore dell’Europa: un’Europa più solidale, concreta e vicina ai cittadini. Non l’Europa dei vincoli e della burocrazia, ma l’Europa dei popoli.

In questo percorso va ricordato anche il lavoro svolto da Raffaele Fitto, allora ministro e oggi vicepresidente della Commissione europea, che ha saputo rinegoziare il PNRR italiano, adattandolo a uno scenario economico e geopolitico profondamente cambiato rispetto a quello nel quale il Piano era stato originariamente costruito.

Oggi quella sfida è entrata nella sua fase decisiva.

Sulla capacità del Governo e della maggioranza di raggiungere gli obiettivi del PNRR parlano i fatti, non le polemiche di una parte dell’opposizione.

L’Italia raggiungerà gli obiettivi previsti dalla decima rata e al nostro Paese arriveranno tutti i 194,4 miliardi di euro previsti.

Nemmeno un euro sarà perduto.

Al 30 giugno risultavano già rendicontati 70 dei 159 obiettivi da conseguire entro il 31 agosto. Il nostro Paese ha inoltre raggiunto oltre il 72 per cento dei target previsti, rispetto a una media europea del 57,9 per cento.

Sono già stati assegnati 166 miliardi di euro, pari all’85,4 per cento delle risorse complessive.

Questi sono i fatti.

Per questo dispiace che, su una partita così importante per il futuro della Nazione, una parte dell’opposizione continui a preferire la propaganda all’interesse nazionale.

Quando è in gioco il futuro dell’Italia, sarebbe necessario mettere da parte gli steccati ideologici e fare tutti il tifo per il nostro Paese.

Il decreto interviene su numerosi fronti, accomunati da un unico filo conduttore: accelerare gli investimenti, sostenere il sistema produttivo, proteggere il lavoro e rendere più efficiente la realizzazione delle opere strategiche.

Una parte importante del provvedimento riguarda il sostegno alle imprese, chiamate ad affrontare gli eccezionali aumenti dei costi dei materiali da costruzione e dei carburanti, aggravati dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Le stazioni appaltanti potranno sospendere temporaneamente il recupero delle anticipazioni contrattuali, garantendo maggiore liquidità alle imprese e consentendo loro di proseguire gli investimenti senza rallentamenti.

Accanto al sostegno alle imprese, il decreto dimostra attenzione anche verso il mondo del lavoro.

In presenza di eccezionali ondate di calore sarà possibile sospendere o ridurre l’attività lavorativa, accedendo in deroga agli ammortizzatori sociali.

È una misura di buon senso, che tutela soprattutto i lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature, a partire da quelli impiegati nell’agricoltura e nell’edilizia.

Il decreto guarda anche a uno dei comparti trainanti della nostra economia: il turismo.

La proroga delle procedure per la concessione delle agevolazioni alle imprese ricettive garantisce continuità agli investimenti in un settore strategico per la crescita, l’occupazione e la valorizzazione dei nostri territori.

Lo stesso approccio pragmatico caratterizza le disposizioni dedicate alla sanità, con la proroga dei termini per l’adeguamento antincendio delle strutture ospedaliere.

Una parte significativa del provvedimento riguarda inoltre la riforma della contabilità pubblica.

Non si tratta soltanto di norme tecniche. Stiamo accompagnando le pubbliche amministrazioni verso un sistema contabile uniforme, più moderno e trasparente, capace di migliorare il monitoraggio della finanza pubblica e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse.

Nel decreto trovano spazio anche importanti interventi infrastrutturali: dalle risorse destinate al Giubileo di Roma Capitale alla nomina dei commissari straordinari di RFI e ANAS, fino ai nuovi finanziamenti per la Torino-Lione.

Per le opere compensative connesse al nuovo collegamento ferroviario vengono stanziati ulteriori 50 milioni di euro.

La Torino-Lione non è semplicemente una ferrovia. È un’infrastruttura strategica che collega l’Italia ai grandi corridoi commerciali europei, sostiene le imprese, favorisce gli scambi e rende il nostro Paese più moderno e competitivo.

Su quest’opera abbiamo assistito anche a episodi di violenza inaccettabili.

Il dissenso è sempre legittimo. La violenza non lo è mai.

Manifestare è un diritto costituzionale, ma trasformare la protesta in devastazione e guerriglia urbana significa colpire la democrazia, le istituzioni e le comunità locali.

Noi scegliamo una strada diversa.

Scegliamo la politica del fare.

Scegliamo di dire sì alle infrastrutture che collegano i territori, sostengono le imprese, creano occupazione e rendono l’Italia più competitiva.

Crediamo che gli investimenti siano la migliore risposta alle sfide della crescita e che le risorse europee rappresentino un’occasione storica che il nostro Paese non può permettersi di sprecare.

Con questo provvedimento non stiamo approvando soltanto un decreto.

Stiamo sostenendo la capacità dell’Italia di mantenere gli impegni assunti con l’Europa e, soprattutto, di trasformare le risorse del PNRR in opere concrete, servizi, infrastrutture, lavoro e sviluppo.

Questa è la politica del fare.

La politica che dice sì agli investimenti, alla crescita e al futuro del Paese.

Senatore Antonio De Poli

Segretario Nazionale UDC

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