POLITICHE SOCIALI, DE POLI (UDC): URGENTE RIDEFINIRE WELFARE

(9Colonne) Roma, 24 giu – “Il Fondo per le politiche sociali è in picchiata come stabilisce oggi il Censis. Una volta il welfare familiare svolgeva una funzione di supplenza rispetto al welfare pubblico, ora però questo ruolo viene messo in discussione dalla recessione e diventa indispensabile e urgente ridefinire le politiche del welfare alla luce delle nuove esigenze”. Così il vicesegretario vicario UDC Antonio De Poli commenta l’analisi del Censis sull’andamento del Fondo per le politiche sociali che, istituito nel 1997, è stato ridotto dell’81% nel periodo dal 2007 al 2014. “Sono maturi i tempi – afferma De Poli – per valutare nuove modalità di integrazione tra pubblico e privato e garantire i diritti alla persona. Anziani , disabili e famiglie in difficoltà non possono continuare ad occupare gli ultimi posti dell’Agenda politica. Un esempio concreto – continua De Poli – dello strabismo politico in tema di sociale è dato caos della Legge Delrio: le Province vengono svuotate delle competenze e a farne le spese sono le persone con disabilità a cui non si garantiscono più i servizi di assistenza e trasporto necessari. Ho presentato, nei mesi scorsi, un’interrogazione indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei ministri: da quel momento solo tanti silenzio e soprattutto un vuoto legislativo che ora potrebbe farsi pesante visto che, con l’inizio dell’anno scolastico, i ragazzi disabili rischiano di essere tagliati fuori e vedere negato il diritto allo studio. I tagli ai trasferimenti – conclude De Poli facendo riferimento ai numeri del Censis – hanno un impatto devastante sulla riduzione dei servizi destinati al sociale a livello locale. I Comuni sono le istituzioni più vicine ai cittadini e non possono essere lasciate da sole nel combattere il disagio sociale che è sempre più diffuso e riguarda nuove categorie sociali”.