Ppe a Venezia per ‘Costruire pace e sicurezza’ con dialogo

Cesa, tradurre in fatti concreti, bene politica vicinato in Med (ANSAmed) – VENEZIA, 20 OTT – “Quel che accade da Lesbo a Lampedusa, da Dadaab a Calais, da Mosul a Parigi, da Istanbul a Tel Aviv, non può più lasciarci indifferenti perché bussa con forza alle nostre porte ormai, e scuote nel profondo le coscienze degli uomini di buona volontà, siano essi impegnati nel campo della religione e della politica”. Lo ha detto LorenzoCesa, segretario nazionale dell’Udc ed europarlamentare, aprendo il convegno ‘Costruire la pace e la sicurezza per l’Europa e le popolazioni vicine’, 19/a edizione del Gruppo Ppe per il dialogo interreligioso, in corso a Venezia. Presenti i rappresentanti delle tre religioni monoteiste, alcuni originari proprio da Siria e Iraq che hanno portato le loro testimonianze sulle guerra e il terrorismo. Il dialogo tra religioni e culture diverse “qui funziona, ma poi dobbiamo tradurre questi principi in fatti concreti”, ha spiegato Cesa. E in particolare, “rafforzando la politica di vicinato e la politica di sicurezza con un esercito comune e un comune controllo delle frontiere esterne”. Temi su cui, ha sottolineato, “finalmente l’Europa sta facendo un piccolo passo avanti” per affrontare le crisi attuali. “La comunità internazionale, e in particolare l’Europa, sembra oggi molto più concentrata a gestire le conseguenze di quei conflitti, che a trovare soluzioni per la situazione che ne è all’origine”, ha detto anche Elisabetta Gardini (Ppe-Fi), riferendosi alla crisi migratoria e ribadendo la necessità di “ascoltare per poi riportare nelle istituzioni la voce diretta di questi testimoni”.