PROTEZIONE CIVILE: DE POLI, ECCO NOSTRA PROPOSTA DI RIFORMA

L’obiettivo e’ contrastare il rischio di calamita’ naturali e salvaguardare territorio Roma, 20 mag. (AdnKronos) – Una riforma della Protezione civile per “fronteggiare meglio la maggiore frequenza dei fenomeni di calamità naturale”, mappare i rischi idrogeologici dell’Italia e soprattutto intervenire attraverso un piano quinquennale di prevenzione e di salvaguardia del territorio la cui attuazione vincolerà e responsabilizzerà i livelli territoriali nella risposta sul fronte della messa in sicurezza del territorio. Sono le principali novità contenuti in un disegno di legge, presentato oggi in Senato, dal vicesegretario vicario Udc, Antonio De Poli che intende mettere mano, a distanza di 20 anni, alla legge 225/1992 istitutiva del Servizio nazionale di Protezione civile. “L’obiettivo -assicura- è un cambio di prospettiva nella visione dell’ambiente. E’ necessario che l’uomo agisca sull’ambiente non soltanto per sfruttarlo o difendersene ma anche e soprattutto per viverci in armonia”. Tra le novità introdotte dal ddl a firma De Poli sarà l’istituzione di un Comitato di Protezione e salvaguardia dei cittadini e dell’ambiente. Questo organismo avrà diversi compiti. Il più importante è redigere il piano quinquennale di prevenzione e di salvaguardia del territorio, dove si farà una mappatura delle aree di rischio ma soprattutto verranno dati degli indirizzi che saranno vincolanti per i territori.
– Il “braccio” operativo del Comitato, infatti, sarà in ciascuna regione l’Ufficio geologico regionale che il compito di mettere in pratica gli indirizzi del Comitato di Protezione e salvaguardia dei cittadini e dell’ambiente. In concreto questo Ufficio, con il coordinamento delle Regioni di appartenenza, esprimerà pareri vincolanti su ogni attività di edilizia sia pubblica che privata e contribuirà a definire i criteri delle norme di pianificazione e sviluppo urbanistico del territorio. “La nostra doppia mission -conclude De Poli – è tutelare l’ambiente, da un lato, e dall’altro l’incolumità fisica delle persone contro il fenomeno sempre più diffuso delle calamità naturali che hanno colpito l’Italia e, in modo particolare, il Veneto, regione che presenta un alto rischio idrogeologico”.