Quirinale: Binetti (Udc), a 48 ore interno Parlamento ancora a metà guado

(DIRE) Roma, 22 gen. – “A quarantotto ore dal voto e con Berlusconi che ha praticamente sciolto la sua riserva l’intero parlamento è a metà del guado. Tanti principi generali, accordi di massima, incontri bilaterali, ma nomi certamente acconto dall’intero parlamento ancora non ci sono. Draghi resta in pole position, ma dire Draghi significa dover dire necessariamente anche chi sarà il premier e che tipo di governo avremo! E le trattative si allungano e si complicano. Tramontati velocemente i nomi femminili, nonostante le donne al vertice stiamo diventando una piacevole consuetudine europea. Tramontato il nome del super leader del Centrodestra nonostante i suoi voti avessero raggiunto la soglia critica del successo a portata di mano. Restano i nomi di chi alla politica di sente solo prestato; di chi ha maturato esperienze eccellenti in ambiti sostanzialmente estranei al Parlamento… Ci si può chiedere allora se non sia una controindicazione essere in parlamento e se la politica non abbia una tale cattiva immagine da dover escludere che dalle sue file possano venire i futuri premier e presidenti della Repubblica”. Lo afferma la senatrice Paola BINETTI, UDC. “Sembra che l’esperienza migliore per governare si faccia meglio fuori dal Parlamento che non dentro – aggiunge – e i parlamentari possano facilmente essere bypassati dai vari tecnici. Se questa fosse la lezione delle attuali elezioni sarebbe tristissimo! Di nessuno dei parlamentari potenzialmente proiettati verso ruoli di vertice si sottolinea il valore dell’esperienza maturata in Senato o alla Camera. Per questo abbiamo bisogno di leader che conoscano il parlamento e ne apprezzino la specificità. Il vero punto di cambiamento in questo periodo di transizione dovrebbe essere la riscoperta del valore del Parlamento, delle sue responsabilità e delle sue prerogative. Restituire al parlamento la pienezza del suo ruolo è quanto chiediamo al Presidente del Consiglio e al presidente della Repubblica. Solo in questo modo anche la Magistratura tornerà ad operare restando nei suoi confini senza subentrare impropriamente all’Esecutivo o allo stesso parlamento. Urge rispetto pieno e consapevole per il parlamento con un recupero radicale delle sue funzioni, come si addice ad una Repubblica parlamentare. E speriamo davvero che si ricominci da questa convinzione base”, conclude BINETTI. (Com/Sor/ Dire) 14:33 22-01-22 NNNN