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Referendum sulla Giustizia: un confronto a Padova per una riforma giusta, equa e credibile

Si è svolto stamane, sabato 21 febbraio 2026, nella Sala Paladin di Palazzo Moroni a Padova, l’incontro promosso dall’Unione di Centro dedicato al referendum sulla giustizia.

Un appuntamento partecipato e di alto profilo che ha posto al centro del dibattito pubblico il tema della riforma del sistema giudiziario e le ragioni del “Sì” in vista del voto del 22 e 23 marzo.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di analisi e dialogo su una materia che incide direttamente sui principi costituzionali, sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sulla tutela dei diritti dei cittadini.

È emerso un confronto articolato e approfondito, caratterizzato da un approccio plurale, capace di superare letture semplicistiche e di restituire la reale complessità di un tema che incide in modo diretto e concreto sulla vita quotidiana delle persone.

Ad aprire i lavori è stato il Sen. Antonio De Poli, Segretario Nazionale UDC, che ha sottolineato come la riforma della giustizia costituisca un passaggio essenziale per rafforzare credibilità, efficienza e trasparenza del sistema.

Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza la convinzione che il referendum rappresenta un’opportunità concreta per promuovere una giustizia:

  • Giusta, fondata sul rispetto delle garanzie e sull’equilibrio tra accusa e difesa;
  • Equa, capace di assicurare parità di trattamento e tempi ragionevoli dei procedimenti;
  • Credibile, in grado di restituire piena fiducia ai cittadini e al mondo produttivo.

Il referendum sulla giustizia non è stato presentato come un’iniziativa contro qualcuno, bensì come una proposta orientata a un obiettivo preciso: migliorare l’assetto del sistema giudiziario nel rispetto dei principi costituzionali.

Non si è trattato di una contrapposizione nei confronti della magistratura, ma di una riforma volta a:

  • ristabilire un equilibrio più chiaro tra i poteri dello Stato;
  • promuovere maggiore trasparenza nei meccanismi decisionali;
  • consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Sostenere il “Sì” ha significato, in questa prospettiva, chiudere una stagione segnata da tensioni e conflitti istituzionali, per aprirne una nuova fondata su garanzie effettive per tutti, su una giustizia più autorevole, più comprensibile e più vicina ai cittadini.

L’obiettivo indicato è stato quello di restituire pieno significato a un principio fondamentale: una giustizia realmente pronunciata “in nome del popolo italiano”.

Dopo i saluti istituzionali di:

  • Luigi Tarzia – Capogruppo UDC Comune di Padova
  • Vincenzo Gottardo – Capogruppo UDC Provincia di Padova
  • Eric Pasqualon – Capogruppo UDC Regione del Veneto

sono intervenuti relatori di rilievo nazionale e locale.

L’On. Paola Binetti, Presidente di Cattolici per un giusto Sì, ha richiamato la necessità di una riforma coerente con i principi costituzionali e con una visione garantista della giustizia.

L’Avv. Paola Rubini, Presidente della Camera Penale di Padova, ha approfondito i profili tecnici e le ricadute operative della riforma sul sistema processuale.

Il Prof. Oliviero Mazza, Ordinario di Procedura Penale all’Università Bicocca di Milano, ha offerto una lettura accademica e sistematica delle modifiche proposte, evidenziandone le implicazioni sul piano dell’equilibrio istituzionale.

Dal dibattito è emerso un messaggio netto: la riforma della giustizia rappresenta una scelta di responsabilità democratica. Essa chiamava ogni cittadino a partecipare in modo informato e consapevole, assumendosi il compito di contribuire alla qualità del nostro sistema istituzionale.

La giustizia non è un tema riservato agli addetti ai lavori. Incide sulla tutela delle libertà fondamentali, sulla competitività del Paese e sulla solidità della democrazia.

In questa cornice, votare “Sì” al referendum rappresenta la scelta di investire nel futuro delle istituzioni e nella qualità della nostra democrazia.

CONVEGNO

INTERVISTE

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