Regeni:Casini,bene Gentiloni,evidenti responsabilità regime

Ministro assicura misure proporzionate se Egitto non collabora (ANSA) – ROMA, 5 APR – “Nelle parole di oggi di Gentiloni si è ritrovato tutto il Parlamento. Sono state parole equilibrate e nette che hanno rassicurato il Senato sul fatto che noi non siamo un Paese barzelletta e non accetteremo, in questa vicenda, le tante bugie e verità di comodo che hanno cercato di propinarci in queste drammatiche settimane”. Il presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama Pier Ferdinando Casini esprime così il suo “apprezzamento” per l’informativa del ministro Paolo Gentiloni al Senato sul caso di Giulio Regeni. “Dobbiamo apprezzare il ministro – aggiunge – perché si muove tenendo conto delle proprie responsabilità. In questo momento, parliamo di una vicenda drammatica che riguarda una splendida famiglia italiana, di quel piccolo paese che, pieno di dignità, ha ricordato Giulio, e di una comunità internazionale di universitari che sta dietro agli sforzi di un ricercatore esemplare come tanti nostri figli che sono in giro per il mondo. Bene. Però la misura e la fermezza del ministro valgono di più, perché lui sa che cosa c’è dietro questa vicenda, conosce il quadro che un responsabile politico non può far finta di non vedere o dimenticare”. Gentiloni, prosegue Casini che tra l’altro si dice “non convinto del ruolo dell’Egitto nella vicenda libica”, “ha detto che “per difendere la memoria di Giulio Regeni siamo pronti a misure proporzionate e adeguate se non ci sarà la collaborazione””. “Ecco – sottolinea Casini – a me bastano queste parole. Mi bastano perché capisco che mai come in questo caso il Parlamento è in sintonia con il governo che non accetta di essere preso in giro”. “Con i nostri amici egiziani – osserva – dobbiamo essere molto chiari e mettere le carte in tavola”. “Ci sono state somministrate troppe bugie, troppe e in modo ripetuto e sistematico per non farci pensare male. A partire dalle ricostruzioni nel momento immediatamente successivo al ritrovamento del corpo di Giulio, fino alle ultime, al misterioso ritrovamento dei documenti di Giulio Regeni in una circostanza che, peraltro, è la prova provata di come all’ interno del regime ci siano delle responsabilità. Questa è la questione”, conclude Casini che torna a chiedere “verità” sulla morte del giovane ricercatore italiano in Egitto.(ANSA).