Regioni: D’Alia, “specialità” non è superata ma va riletta

Presentata indagine conoscitiva su attuazione statuti speciali (ANSA) – ROMA, 11 NOV – Al di là delle ragioni storiche, ci sono ragioni “oggettive per ritenere che la specialità delle Regioni a statuto speciale non è superata, ma va riletta in chiave moderna e di interesse nazionale”. E’ quanto si evince dai risultati dell’ indagine conoscitiva sulle problematiche sull’attuazione degli statuti delle Regioni speciali che è stata presentata alla Camera dal presidente della commissione bicamerale, Giampiero D’Alia (Udc-Ap). Il corposo documento, unico in questo genere ad essere stato fino ad oggi varato, analizza l’attuazioni degli statuti di Sicilia, Sardegna, Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e delle province autonome di Trento e Bolzano, dove vivono oltre 9 milioni di abitanti, circa il 15% della popolazione nazionale. E, sottolinea D’Alia, arriva nel corso dell’esame in Parlamento di una riforma della Costituzione che “conferma il riconoscimento della specialità regionale e sembra rafforzarla, a fronte di un ridimensionamento delle regioni a statuto ordinario”. L’indagine si è, poi, particolarmente concentrata sul funzionamento delle commissioni paritetiche, che hanno il compito di dare attuazione agli Statuti, rispetto alle quali sono evidenziate alcune criticità. A cominciare dalla loro composizione che muta con il cambio di maggioranza di governo nazionale e regionale determinando poca stabilità. D’Alia manifesta la necessità di un maggiore coinvolgimento dei Consigli regionali nel rapporto tra Stato e Regioni, fino ad ora limitato a un livello intergovernativo tra governo nazionale e giunte. “Ciò – spiega ancora D’Alia – consentirebbe che l’adeguamento della legislazione avvenga non con un conflitto, ma con una discussione, con un confronto virtuoso tra Stato e Regioni nelle sedi proprie istituzionali”. (ANSA).