RIFORME: BINETTI, CHIARO ‘NO’ UDC, ORA CONFRONTO =

Roma, 19 lug. (AdnKronos) – “Chiara e netta la posizione dell’Udc sul prossimo referendum. Lorenzo Cesa, parlando a nome del partito nella sua veste di segretario, ha detto no alle riforme costituzionali recentemente approvate dal Parlamento. Un no secco al decreto Renzi-Boschi, che suona come un no altrettanto chiaro al governo”. Lo afferma Paola Binetti, deputata di Area popolare. ”Ovviamente, come sempre accade con le posizioni chiare, che non si prestano a funambolismi interpretativi, anche questa non piace a molte persone, anche dentro l’Udc – continua Binetti – . Ma ha il merito di tracciare una linea di confine netta anche rispetto a future alleanze con altri partiti, a cominciare dal Pd; ma anche in merito a Ncd, Fi, altre realtà politiche che si collocando nell’arcipelago di un centro frastagliato e disorientato”. “Non stupisce quindi che, mentre apre nuove prospettive, ne chiude altre, obbligando gli altri interlocutori a fare chiarezza e a definire da che parte stare, anche in merito alla legge elettorale”, aggiunge l’esponente centrista. (segue) (Pol-Sai/AdnKronos) IS

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L’Italicum attualmente non piace a nessuno, salvo forse i Cinquestelle che si immaginano vincitori nella prossima tornata elettorale – aggiunge Binetti – . Nessuno scommette che i risultati che si potranno ottenere con la nuova legge elettorale siano migliori del porcellum o del Mattarellum, e per tutti la sorte del referendum sulle riforme è strettamente legata anche alla sorte della legge elettorale. Cesa in questo è stato chiarissimo e ha perfino evocato una scenario apocalittico alla Erdogan, cosa da escludere radicalmente in Italia, ma la suggestione sollevata dà l’idea di quante perplessità e di quante paure accompagnino queste scelte”. Secondo Binetti, sul referendum, sarebbe stato meglio “un voto per parti separate e per questo avevo sostenuto la proposta dello spacchettamento, ma ora si apre una fase di dibattito chiaro con i cittadini, a cominciare dai più giovani che hanno il diritto di capire in che senso vogliono ipotecare il loro futuro. In questo Renzi ha perfettamente ragione, dopo il referendum niente sarà più come prima, in termini di contenuti, di regolamenti e di alleanze”. “La riforma costituzionale – conclude Binetti – non è tutta da buttare, non è da rifiutare in blocco; ma non è neppure da accettare acriticamente come una sorte di monolite, in cui troppi passaggi sono ancora appena abbozzati e l’orizzonte non ha la chiarezza che tutti vorremmo prima di decidere”. (Pol-Sai/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 19-LUG-16 19:01 NNNN
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