Riforme: Binetti, nella maggioranza serve rispetto

(ANSA) – ROMA, 16 SET – “Il dibattito sulle riforme è il tema centrale, anche perché rappresenta il punto nevralgico in cui si gioca non solo il futuro di un ramo del Parlamento, ma perché a lui è legato il destino politico non solo di non pochi parlamentari, ma anche della presenza storica di alcuni partito”. Lo afferma Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd-Udc): “Ã la logica – prosegue – di una legge elettorale ambigua. In un quadro politico totalmente diverso rispetto a quello della legislatura precedente, berlusconiano quello, renziana questo, di destra quello di sinistra questo. Sull’orlo di una gravissima crisi economica allora, al bordo di una fragile ripresa economica questo. Oggi come allora, dietro il dibattito sulle riforme si intravvede l’esigenza di dare stabilità economica ad un Paese, che sta timidamente uscendo dalla recessione. Per questo serve la stabilità del governo attuale, per non cambiare governo, si va in cerca di voti, di adesioni, di cambi di partito, anche a costo di fondarne uno nuovo ogni giorno. Così come accadde ai tempi del Prodi 2 per farlo cadere o al tempo di Berlusconi per mantenerlo in vita nonostante l’evidente debolezza. Più che la fedeltà ad un partito – spiega Binetti- si insegue la responsabilità della stabilità di governo. Finita l’epoca delle grandi ideologie, delle differenze radicali tra i partiti, in un clima di pragmatismo che misura l’efficacia degli interventi solo sui tempi brevi, c’è un cambio di atteggiamento più profondo di quanto non sembri. La domanda oggi non riguarda più la qualità delle riforme in gioco, ma le conseguenze di un voto che esponesse il governo a rischio di caduta e, in virtù della stabilità, si rinuncia a differenze di posizione tutt’altro che irrilevanti”. (ANSA).