SALUTE. BINETTI (AP) : TUTTE FORME ECOLOGIA SI APPLICANO PRIMA A UOMO

(DIRE) Roma, 28 apr. – “Mentre si concludono gli Stati Generali della Ricerca con una serie di importanti impegni assunti dal Ministro Lorenzin sulla valorizzazione dei giovani talenti italiani in un’area cosi’ delicata per la tutela della salute, ci arriva una nuova procedura di infrazione da parte della Commissione Europea. L’Italia viene messa in mora, primo stadio della procedura di infrazione, perche’ la legge italiana, in particolare il decreto legislativo 26/2014, pone dei limiti eccessivi all’utilizzo degli animali per scopi scientifici, rispetto a quanto viene consentito dalla direttiva 2010/63/Eu. E’ una osservazione fatta anche da molti enti di ricerca italiani, penalizzati rispetto agli enti di ricerca degli altri Stati membri, dove i limiti alla sperimentazione sugli animali sono piu’ ampi, ma comunque sempre conformi alle direttive europee”. Lo afferma l’onorevole di Area popolare (Ncd-Udc) Paola Binetti, che continua: “La ricerca scientifica italiana ha imparato a ridurre, e di molto il ricorso ai modelli animali, rispettando criteri etici fondamentali, come per esempio quello di garantire le migliori condizioni possibili agli animali da esperimento, evitando loro qualsiasi tipo di sofferenza. Ma la ricerca, giunta ad un determinato punto di sviluppo, non puo’ fare a meno di loro ed e’ importante che ci sia una campagna di informazione corretta che evidenzi non solo il rigore scientifico di una serie di protocolli di ricerca, ma anche la qualita’ della relazione che si stabilisce tra ricercatori ed animali da laboratorio. L’Europa ci impone dei protocolli severi di controllo che non c’e’ bisogno di appesantire ulteriormente se vogliamo che la ricerca, soprattutto in campo biomedico, proceda con la necessaria speditezza e in condizioni di parita’ di opportunita’ con gli altri paesi. Per evitare le sanzioni e’ necessario che l’applicazione della legge italiana sia pienamente conforme con quanto previsto dalla direttiva Ue, ricordando che la Commissione ha il potere di agire in giudizio contro lo Stato membro che non rispetti gli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione. I nostri ricercatori nelle loro linee di ricerca hanno sempre ben presenti anche i principi formulati a suo tempo dal Comitato nazionale di Bioetica e agiscono riconoscendo la dignita’ degli animali, ma senza dimenticare che e’ nel passaggio sull’uomo che il famoso principio “Responsabilita’ di Jonas” va applicato e ogni forma di ecologia va sempre orientata prima di tutto all’ecologia umana”, conclude la Binetti